
di Adkhamjon Janobiddinov –
TASHKENT. Per la prima volta in 40 anni, la Conferenza generale dell’UNESCO si terrà presso il Silk Road Samarkand Conference Centre, nell’antica città uzbeka di Samarcanda, dal 30 ottobre al 13 novembre 2025. Sarà la 43ma edizione. È la prima volta dal 1985 che l’evento si terrà al di fuori della sede centrale dell’UNESCO di Parigi, il che lo rende un momento storico non solo per l’Uzbekistan, ma anche per la diplomazia culturale globale.
Tenuta ogni due anni, la Conferenza generale riunisce rappresentanti di tutti i 194 Stati membri dell’UNESCO, oltre a studiosi, organizzazioni internazionali e personalità del mondo della cultura. I delegati definiscono la direzione strategica dell’UNESCO, discutono le sfide globali e adottano politiche che plasmano l’istruzione, la cultura e la scienza in tutto il mondo.
La conferenza di Samarcanda comprenderà sessioni plenarie, riunioni di commissione e importanti dibattiti, oltre a vari eventi collaterali. Secondo Farkhod Fayzillaev, Consigliere del Presidente del Comitato per il Turismo dell’Uzbekistan, nell’ambito della conferenza saranno organizzate mostre culturali, tavole rotonde e un Forum dei Giovani. Il Forum dei Giovani offrirà ai giovani di tutto il mondo l’opportunità di condividere le proprie idee per dare forma all’agenda dell’UNESCO.
Tra i momenti salienti si prevede il ruolo dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella conservazione del patrimonio culturale, un evento speciale sui diritti delle donne e l’agenda dell’UNESCO per la parità di genere, e una cerimonia di apertura dell’iniziativa Green Garden, che dimostrerà l’impegno dell’Uzbekistan nella pianificazione di eventi sostenibili e nella riduzione della propria impronta di carbonio. Si prevede inoltre che l’evento attirerà numerosi media internazionali, essendo la prima conferenza UNESCO non tradizionale a svolgersi fuori Parigi. I funzionari uzbeki hanno dichiarato che questa conferenza non è un evento isolato, ma parte di un più ampio investimento nel turismo sostenibile e nella tutela del patrimonio culturale.
Per quanto riguarda la città ospitante, Samarcanda è considerata una delle città più antiche del mondo. Recentemente, gli archeologi hanno trovato prove che la città avesse oltre 3000 anni. Prima di allora, si riteneva che Samarcanda avesse 2750 anni. Fu anche la capitale dell’impero timuride, il più grande e potente impero del XIV secolo. Grazie alla sua posizione strategica nel cuore della Via della Seta, Samarcanda fu crocevia di culture e collegò Oriente e Occidente per molti secoli. Di conseguenza, la città è molto ricca di patrimonio storico e culturale.
Dai passi di Marco Polo ad Alessandro Magno, che descrisse Samarcanda come “Tutto ciò che ho sentito dire su Samarcanda è vero, tranne che è più bella di quanto avrei potuto immaginare”, ogni angolo della città porta con sé un significato storico e una storia. La città storica di Samarcanda è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2001. Il centro storico ospita alcuni dei monumenti più spettacolari del mondo, tra cui piazza Registan, che ospita tre maestose madrase; la moschea di Bibi Khanum, un tempo la più grande moschea del Medioevo; il complesso di Shah-i-Zinda, che stupisce il mondo con le sue piastrelle blu e molto altro ancora.
Dal 2017, quando il presidente Shavkat Mirziyoyev ha dichiarato il turismo un motore chiave dell’economia nazionale, l’Uzbekistan si è posizionato strategicamente come polo culturale globale. Oltre a Samarcanda, il Paese promuove destinazioni come Bukhara, Khiva e Tashkent, nonché la sua cucina e le sue tradizioni ancora vive. La sua reputazione di destinazione sicura e autentica continua ad attrarre viaggiatori internazionali in cerca di esperienze significative. Solo nel 2024, oltre dieci milioni di viaggiatori stranieri hanno visitato l’Uzbekistan.
Si prevede che la 43ma Conferenza generale dell’UNESCO produrrà importanti decisioni sulle questioni globali che l’UNESCO sta affrontando e sui dibattiti politici. Per l’Uzbekistan, la conferenza offre un’opportunità unica per rafforzare le partnership internazionali, valorizzare i suoi tesori culturali e dimostrare la sua capacità di ospitare eventi globali su larga scala.











