Uzbekistan. Meloni termina il suo tour asiatico a Tashkent

di Adkhamjon Janobiddinov

TASHKENT. Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha concluso il suo tour asiatico con una breve ma importante tappa a Tashkent, dove è stata ricevuta dal presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev. Sebbene la visita fosse una tappa di transito dopo i viaggi in Oman, Giappone e Corea del Sud, l’incontro ha dimostrato il crescente peso strategico delle relazioni tra Uzbekistan e Italia e ha riflesso un partenariato che è andato ben oltre la diplomazia formale.
Secondo la presidenza uzbeka, i colloqui si sono concentrati sul rafforzamento concreto del partenariato strategico bilaterale e sull’espansione della cooperazione in più settori. Entrambi i leader hanno espresso soddisfazione per la costante attuazione degli accordi raggiunti al più alto livello durante il vertice di Samarcanda del maggio 2025.
L’incontro ha confermato che il dialogo tra Tashkent e Roma è più stretto che mai. I contatti sono attivamente mantenuti a livello politico, economico e istituzionale, con risultati tangibili già visibili. Il commercio bilaterale continua a crescere, il numero di joint venture è in aumento e la cooperazione interregionale, in particolare con la Lombardia, regione economicamente potente in Italia, sta guadagnando slancio.
Un risultato degno di nota discusso durante i colloqui è stata l’assegnazione di quote per garantire la migrazione di manodopera ordinata e legale dei cittadini uzbeki in Italia. Per l’Uzbekistan, ciò rappresenta non solo una tutela sociale per i suoi cittadini all’estero, ma anche un passaggio verso meccanismi di migrazione più trasparenti e regolamentati, allineati agli standard europei.
La cooperazione economica ha costituito il fulcro dei colloqui. Il presidente Mirziyoyev e il primo ministro Meloni hanno esaminato i principali progetti industriali in corso di realizzazione con la partecipazione di importanti aziende italiane, tra cui Finopera, ANCI, Pietro Fiorentini e Danieli. Queste partnership svolgono un ruolo chiave nella modernizzazione industriale dell’Uzbekistan, apportando tecnologie avanzate, competenze gestionali e accesso ai mercati europei, sostenendo al contempo la presenza economica strategica dell’Italia in Asia centrale.
I leader hanno anche evidenziato i risultati ottenuti nella cooperazione educativa, come l’apertura di una sede distaccata dell’Università della Tuscia a Samarcanda alla fine dello scorso anno. Il progetto rappresenta più di un semplice scambio accademico: illustra un investimento a lungo termine nel capitale umano, nella ricerca applicata e nell’innovazione, in particolare nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo sostenibile.
Guardando al futuro, entrambe le parti hanno concordato di mantenere un’intensa agenda istituzionale. Dialoghi strategici di politica estera tra i due ministeri degli Esteri, riunioni della commissione intergovernativa e il secondo Forum dei rettori sono previsti per il 2026. Queste piattaforme sono progettate per garantire continuità e trasformare la buona volontà politica in risultati concreti.
Anche la cooperazione settoriale è destinata ad ampliarsi. Particolare attenzione è stata rivolta a progetti congiunti nei settori tessile, geologico, energetico, chimico, dei materiali da costruzione e dei mercati finanziari, settori in cui le competenze italiane si allineano strettamente alle priorità economiche dell’Uzbekistan, guidate dalle riforme. I colloqui hanno inoltre toccato argomenti quali le materie prime essenziali e l’agroalimentare, riflettendo i più ampi interessi strategici europei.
Oltre all’aspetto economico, l’incontro ha ribadito la dimensione culturale dei rapporti bilaterali. I due leader hanno concordato di organizzare le Giornate del Cinema Uzbeko in Italia e le Giornate del Cinema Italiano in Uzbekistan. L’Italia ha inoltre espresso il suo sostegno alla partecipazione dell’Uzbekistan alla prossima Biennale di Venezia, nonché all’organizzazione di mostre di arti applicate e musei a Milano entro la fine dell’anno.
Mirziyoyev e Meloni hanno inoltre scambiato opinioni sui principali sviluppi internazionali e regionali, confermando una convergenza di approcci in materia di stabilità e cooperazione globale. Al termine dei colloqui, il Presidente Mirziyoyev ha invitato il Primo Ministro Meloni a effettuare una visita ufficiale separata in Uzbekistan.
Nel complesso, l’incontro di Tashkent ha dimostrato che le relazioni tra Uzbekistan e Italia sono entrate in una fase matura e orientata ai risultati. Inoltre molti media uzbeki hanno prestato attenzione al fatto che il primo ministro Meloni abbia scelto l’Uzbekistan come tappa tra molti altri paesi della regione. Quello che è iniziato come un impegno diplomatico si è evoluto in un partenariato multidimensionale, che serve non solo gli interessi di entrambe le nazioni, ma contribuisce anche a una più ampia connettività e cooperazione regionale.