Uzbekistan. Mirziyoyev a Bruxelles per l’accordo di partenariato con l’Ue

di Adkhamjon Janobiddinov –

TASHKENT. Il 24 ottobre 2025 il presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev si recherà a Bruxelles per firmare l’Accordo di Partenariato e Cooperazione Rafforzato (EPCA) con l’Unione Europea, un quadro completo volto ad approfondire la cooperazione politica, economica e sociale al di là delle relazioni commerciali convenzionali. L’accordo formalizza il partenariato in rapida evoluzione e sempre più strategico tra l’Uzbekistan e l’UE, fondato su anni di riforme, crescita degli scambi commerciali e fiducia reciproca.
L’EPCA va ben oltre una semplice revisione dell’Accordo di Partenariato e Cooperazione del 1999. Riflette la profonda trasformazione della politica interna ed estera dell’Uzbekistan dal 2017, nonché il riconoscimento di questi risultati da parte dell’UE. Un tempo limitato e incentrato su materie prime e macchinari, il commercio tra le due parti è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni, raggiungendo circa 6,4 miliardi di euro nel 2024. Le aziende europee, dai produttori belgi di macchinari tessili alle aziende francesi di tecnologie per la climatizzazione, hanno espresso crescente interesse a creare joint venture a lungo termine in Uzbekistan.
In termini pratici, l’EPCA introduce un quadro completo che sostituisce disposizioni obsolete con meccanismi moderni che coprono il commercio di beni e servizi, i diritti di proprietà intellettuale, gli appalti e l’allineamento normativo. Sia per gli investitori europei che per le imprese uzbeke, promette un ambiente più prevedibile: procedure doganali semplificate, maggiore tutela degli investitori e regole più chiare per la risoluzione delle controversie. Si prevede che questi cambiamenti accelereranno nuovi progetti, soprattutto nei settori manifatturiero, logistico, dell’energia verde e dei servizi digitali.
L’accordo è inoltre in linea con il più ampio impegno dell’Unione Europea in Asia centrale. Durante il vertice UE-Asia centrale tenutosi a Samarcanda nell’aprile 2025, Bruxelles ha annunciato un pacchetto di investimenti Global Gateway da 12 miliardi di euro incentrato su trasporti, energie rinnovabili, materie prime essenziali e connettività digitale. La posizione dell’Uzbekistan al centro della regione lo rende un hub naturale per questo programma di connettività. Studi di fattibilità e progetti in fase iniziale sono già in corso per modernizzare le ferrovie, sviluppare le rotte di trasporto transcaspiche e semplificare le operazioni doganali. Nell’ambito dell’EPCA, si prevede che queste iniziative otterranno un maggiore sostegno istituzionale e finanziamenti, migliorando il ruolo dell’Uzbekistan come ponte tra Europa e Asia.
I modelli di investimento sono aumentati parallelamente alle riforme politiche. Prima dell’avvio del programma di riforme del presidente Mirziyoyev, il coinvolgimento europeo in Uzbekistan era limitato e frammentato, principalmente nelle industrie estrattive. Dal 2018, tuttavia, gli investimenti dell’UE si sono diversificati rapidamente. Oltre 1.000 joint venture operano ora in Uzbekistan, supportate da un portafoglio di investimenti europei valutato a quasi 40 miliardi di euro, inclusi gli impegni pubblici e privati. Queste iniziative apportano trasferimento tecnologico, know-how industriale e accesso ai mercati europei, ingredienti essenziali per la transizione dell’Uzbekistan verso un’economia a più alto valore aggiunto.
Altrettanto importante, l’EPCA integra la cooperazione in materia di governance, diritti umani e sviluppo sostenibile. L’inclusione dell’Uzbekistan nel sistema GSP+ dell’UE nel 2021 collegava già le preferenze commerciali al rispetto di 27 convenzioni internazionali sui diritti del lavoro, la tutela ambientale e lo stato di diritto. Il nuovo accordo approfondisce tale impegno istituzionalizzando il dialogo politico, il monitoraggio e l’assistenza tecnica. Gli analisti affermano che questa combinazione di incentivi e supervisione sostiene le riforme legali e normative in corso in Uzbekistan, che sono essenziali per creare un ambiente imprenditoriale trasparente e competitivo.
Inoltre, la partnership si sta espandendo nei settori dell’istruzione, della ricerca e della digitalizzazione. I programmi Erasmus+ e la cooperazione di ricerca in stile Horizon collegano ora le università uzbeke con le controparti europee, sviluppando competenze in agricoltura, gestione delle risorse idriche e tecnologie digitali. Questi scambi non solo migliorano il capitale umano dell’Uzbekistan, ma allineano anche la sua forza lavoro alle esigenze di un settore privato in evoluzione, garantendo che la crescita futura sia guidata dall’innovazione e dalla conoscenza.
L’EPCA integra inoltre più profondamente l’Uzbekistan nelle priorità strategiche dell’Europa. La cooperazione si estenderà alla politica estera e di sicurezza, alla gestione delle migrazioni, alla tutela ambientale e alla lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. Istituzionalizzando il dialogo attraverso comitati e gruppi di lavoro congiunti, entrambe le parti mirano a mantenere un coordinamento regolare sulle sfide globali e regionali, dalla stabilità dell’Afghanistan alla sicurezza del flusso di minerali e risorse energetiche essenziali.
Per l’Uzbekistan, l’accordo non limita la sua partnership con partner esistenti come Russia, Cina o Turchia. Si tratta piuttosto di una strategia di diversificazione che amplia ulteriormente le opzioni economiche e politiche, mantenendo al contempo relazioni equilibrate. L’enfasi dell’UE su investimenti sostenibili e di alta qualità fornisce all’Uzbekistan la leva per negoziare da una posizione di fiducia, riducendo l’eccessiva dipendenza da un singolo partner.
Infine, la firma dell’EPCA segna l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni UE-Uzbekistan. Conferma la fiducia dell’Europa nelle riforme dell’Uzbekistan e posiziona il Paese come un partner affidabile e lungimirante nel cuore dell’Eurasia. Con l’attuazione, il successo di questo partenariato dipenderà dall’efficacia con cui entrambe le parti trasformeranno accordi ambiziosi in progressi tangibili, nei corridoi commerciali, nella cooperazione industriale e nelle riforme della governance.