di Adkhamjon Janobiddinov –

TASHKENT. Il primo ministro indiano Narendra Modi è arrivato il 29 agosto a Tashkent per una visita di Stato di due giorni, su invito del presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. Al centro dei colloqui il rafforzamento del partenariato strategico tra India e Uzbekistan, con particolare attenzione a commercio, investimenti, nuove tecnologie, energia, materie prime e cooperazione regionale.

Modi è stato accolto personalmente da Mirziyoyev all’aeroporto internazionale Tashkent-Humo, dove gli sono stati resi gli onori militari. I due leader hanno successivamente visitato il parco Yangi Uzbekistan e il Monumento all’Indipendenza. Il programma politico principale è previsto per il 30 agosto, con colloqui bilaterali e la prevista firma di una serie di accordi.

La visita arriva in una fase di crescente avvicinamento tra Nuova Delhi e Tashkent. L’Uzbekistan ha progressivamente aperto la propria economia agli investimenti e agli scambi internazionali, mentre l’India punta a rafforzare la propria presenza economica e strategica in Asia Centrale.

L’interscambio commerciale bilaterale ha raggiunto circa 1,3 miliardi di dollari nel 2025, una cifra ancora limitata rispetto alle dimensioni delle due economie. Farmaceutica, dispositivi medici, prodotti agricoli e alimentari, meccanica, automobili, elettronica, tessile e chimica rappresentano alcuni dei principali settori degli scambi. Tra gli ostacoli a un’ulteriore crescita rimangono soprattutto i collegamenti logistici e le procedure doganali.

Particolare attenzione viene riservata alle nuove tecnologie e alle materie prime strategiche. La società indiana Larsen & Toubro è stata coinvolta nei progetti per la realizzazione a Tashkent di un data center dedicato all’intelligenza artificiale. I due Paesi stanno inoltre approfondendo la cooperazione mineraria, soprattutto per quanto riguarda le terre rare, considerate strategiche dall’India per l’elettronica, le tecnologie energetiche e l’industria della difesa.

Un altro pilastro delle relazioni è rappresentato dall’istruzione. Dal 1993 oltre 3mila cittadini uzbeki hanno partecipato ai programmi indiani di cooperazione tecnica e alle borse di studio, mentre più di 16mila studenti indiani frequentano attualmente università uzbeke, soprattutto nelle facoltà di medicina. Anche alcuni atenei indiani, tra cui Amity e Sharda, hanno aperto sedi nel Paese centroasiatico.

In crescita anche turismo e collegamenti aerei. Nel 2025 più di 80mila cittadini indiani hanno visitato l’Uzbekistan e nel 2026 il numero potrebbe raggiungere quota 100mila. Uzbekistan Airways ha inoltre aperto nell’aprile scorso un collegamento diretto tra Nuova Delhi e Namangan, mentre l’ampliamento delle rotte sta favorendo anche gli spostamenti di studenti e uomini d’affari.

Nei colloqui tra Modi e Mirziyoyev figurano inoltre energia, industria chimica, geologia, sanità, farmaceutica, agricoltura e ingegneria meccanica, oltre alle principali questioni internazionali e regionali e alla cooperazione nelle organizzazioni multilaterali.

La visita assume quindi un significato che va oltre i tradizionali rapporti culturali tra India e Uzbekistan, storicamente legati anche alle antiche rotte della Via della Seta. Nuova Delhi guarda all’Asia Centrale come a un’area sempre più importante per la propria sicurezza economica e per l’accesso alle materie prime, mentre Tashkent cerca investimenti, tecnologia e nuovi mercati.

La capacità dei due governi di migliorare la connettività e diversificare gli scambi determinerà ora se il consolidato rapporto politico e culturale potrà trasformarsi in un partenariato economico e strategico di maggiore peso.