Venezuela. Commando di mercenari statunitensi per uccidere Maduro

di Giuseppe Gagliano

La cronaca di questi giorni riporta che in Venezuela 17 persone sono state arrestate e 8 sono rimaste uccise nel corso di un’operazione dei militari, una risposta legittimata dal presidente Maduro con la tesi in base alla quale vi era in atto un tentativo di un colpo di Stato da parte di un gruppo di terroristi mercenari arrivati via mare nella città di Macuto. Lo scopo di tale operazione, secondo quanto dichiarato dallo stesso presidente, era quello di assassinarlo, tuttavia da documenti venuti in possesso del Washington Post pare sia stata sostenuta seppure indirettamente dagli USA e dalla Colombia. Al di là delle prevedibili smentite da parte dell’istituzioni politiche americane, a cominciare da quella del presidente Donald Trump e del segretario di Stato Mike di Pompeo per arrivare alla Dea Polizia federale antidroga) accusata del tentativo di golpe, resta il fatto che i membri del gruppo assalitore erano mercenari professionisti provenienti dai Green Berets e fra questi Aaron Berry e Luke Denman, entrambi operativi nelle operazioni che gli Stati uniti avevano condotto in Iraq. Dalle testimonianze riportate sulla tv di Stato venezuelana fra il 6 e il 7 maggio proprio Denman ha rivelato di essere stato assunto per addestrare un gruppo di venezuelani in Colombia con l’obiettivo di eliminare il presidente Nicolas Maduro. Di particolare significato sono non solo le dichiarazioni dei due mercenari catturati, ma anche documenti mostrati dal Washington Post.
Attraverso un raffronto tra le loro testimonianze e la documentazione fornita dal periodico americano risulta che questo gruppo di mercenari sarebbe stato assunto per 213 milioni di dollari attraverso la Silver Corp USA, un’azienda privata con sede in Florida e diretta da Jordan Goudreau.
Nonostante le smentite da parte del leader dell’opposizione Juan Guaidó, il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha formulato in base al codice penale venezuelano precisi capi di accusa nei confronti dei due paramilitari statunitensi, i quai dovranno rispondere di terrorismo internazionale, cospirazione, traffico illecito di armi da guerra e associazione criminale. I due ex soldati americani, in base alle norme penali venezuelane, rischiano dai 25 ai 30 anni di carcere. e in base alle norme del diritto internazionale il procuratore ha richiesto un mandato di arresto internazionale per il direttore della Silver Corp, insieme a due venezuelani Juan Jose Rendon e Sergio Vergara, residenti negli USA e sostenitori della opposizione a Maduro.
Difficile negare la piena legittimità sia sul piano giuridico che sul piano politico delle azioni poste in essere sia dal presidente della Venezuela che dal procuratore generale. E’ infatti inverosimile che un’azienda privata abbia organizzato un golpe senza il tacito consenso da parte delle autorità politiche americane e colombiane e soprattutto senza che i servizi di sicurezza americani, a cominciare dalla CIA, non fossero informati di questo tentativo. Avere appaltato a una società privata un tentativo di golpe, finito in una tragica farsa come accade con la Baia dei Porci nell’aprile del 1961, è il risultato di una precisa strategia americana, cioè sottrarsi a ogni possibile responsabilità diretta sia a livello politico che a livello giuridico.