di Alberto Galvi –
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni nei confronti di familiari e collaboratori del presidente venezuelano Nicolás Maduro, intensificando ulteriormente la pressione economica e diplomatica su Caracas.
Le misure colpiscono sette persone legate a Malpica Flores, nipote di Maduro già sanzionato in precedenza, e all’imprenditore panamense Ramón Carretero, anch’egli inserito in una precedente tornata di sanzioni statunitensi. Secondo Washington, Carretero avrebbe effettuato numerose transazioni finanziarie con il regime venezuelano, coinvolgendo anche membri della famiglia Malpica Flores.
L’annuncio delle nuove sanzioni arriva in un contesto di crescente tensione militare nella regione. Negli ultimi mesi, le forze armate statunitensi hanno condotto operazioni contro imbarcazioni al largo delle coste venezuelane, episodi che avrebbero causato oltre cento vittime. L’11 dicembre scorso, le sanzioni statunitensi avevano già preso di mira sei petroliere e diverse compagnie di navigazione battenti bandiera venezuelana.
Gli Stati Uniti hanno giustificato l’escalation militare, avviata a partire da settembre, con la necessità di contrastare il traffico di droga, citando operazioni nel Pacifico orientale e nei Caraibi. Nell’ambito di questa strategia, è stata sequestrata una petroliera venezuelana ed è stato imposto un blocco navale alle imbarcazioni in arrivo e in partenza dai porti del Paese soggetti a sanzioni statunitensi.
Le misure restrittive contro l’industria petrolifera venezuelana hanno contribuito ad aggravare la crisi economica del Paese e ad alimentare il malcontento popolare nei confronti di Maduro, al potere dal 2013. Nonostante il Venezuela disponga di alcune delle maggiori riserve petrolifere al mondo, gran parte di queste rimane inutilizzata da quando Washington ha introdotto sanzioni durante la prima amministrazione Trump.
Parallelamente la scorsa settimana l’Unione Europea ha rinnovato fino al 2027 le sanzioni mirate contro il Venezuela. Le misure europee, introdotte per la prima volta nel 2017, comprendono un embargo sulle armi, divieti di viaggio e il congelamento dei beni per individui ritenuti responsabili di repressione statale.
Le autorità statunitensi hanno infine ricordato che la violazione delle sanzioni può comportare gravi conseguenze legali, inclusa l’imposizione di sanzioni civili o penali sia per cittadini statunitensi sia per soggetti stranieri.












