Venezuela. Maduro sulla taglia Usa, ‘Se ci toccano, sarà la loro fine’

di Giuseppe Gagliano –

Nicolás Maduro ha lanciato un messaggio diretto a Washington: “Se gli USA toccano il Venezuela, sarà la loro fine”. La minaccia, pronunciata durante il suo programma televisivo, arriva come risposta all’aumento record della taglia posta dagli Stati Uniti sulla sua cattura, ora a 50 milioni di dollari, con accuse di narcotraffico e legami con il cosiddetto Cartello dei Soli. Per Caracas, è un attacco alla sovranità nazionale; per Washington, un atto di “massima pressione” volto a isolare il leader chavista.
La mossa statunitense si inserisce in un contesto già teso: sanzioni economiche, accuse di violazioni dei diritti umani e un duello diplomatico che si è riacceso nonostante momenti di dialogo, come il ritorno di Chevron e alcuni scambi di prigionieri. Secondo l’analista Imdat Oner, si tratta di uno scontro di narrazioni: gli USA descrivono Maduro come un capo criminale che usa la droga come arma geopolitica; il governo venezuelano dipinge l’iniziativa come un tentativo di delegittimazione politica.
La risposta di Caracas è stata anche militare. Il ministro della Difesa Vladimir Padrino e il comando strategico hanno annunciato il dispiegamento permanente delle forze armate attraverso l’operazione Scudo Bolivariano, rafforzando l’integrazione tra esercito e polizia e raddoppiando la potenza di combattimento. L’obiettivo: dimostrare capacità di deterrenza interna e prontezza contro qualsiasi azione esterna.
A livello interno l’annuncio di Washington serve a rafforzare il fronte chavista e mobilitare l’opinione pubblica attorno alla bandiera della sovranità. All’esterno, la taglia mira a restringere i margini di manovra internazionale di Maduro, rendendo più rischiosi i suoi spostamenti e le relazioni diplomatiche. Ma, sul breve termine, l’effetto operativo appare limitato: il controllo delle forze di sicurezza e il radicamento del potere chavista riducono la possibilità di un’azione diretta.
L’inasprimento delle misure americane potrebbe irrigidire le posizioni e spingere Caracas a rafforzare ulteriormente i legami con alleati come Russia, Cina e Iran, trasformando il confronto in un tassello della competizione globale tra blocchi. La retorica di “fine dell’impero americano” rientra in questa logica: non solo difesa nazionale, ma parte di un messaggio rivolto al Sud globale, dove Maduro tenta di proporsi come voce contro l’egemonia statunitense.