Verso un nuovo asse di sicurezza nel Medio Oriente

Arabia Saudita, Pakistan e Turchia tra realismo difensivo e riequilibrio geopolitico.

di Shorsh Surme –

Negli ultimi anni il Medio Oriente ha assistito a rapidi cambiamenti nelle sue alleanze regionali, riflesso del declino dei modelli tradizionali fondati sulla quasi totale dipendenza dalle principali potenze internazionali. A questa dinamica si affianca l’ascesa di intese più flessibili e multilaterali, basate su un “realismo difensivo” che combina esigenze di sicurezza e considerazioni militari con fattori economici e geopolitici. La trasformazione si colloca in un contesto internazionale segnato da crescente incertezza e da una minore fiducia nella tenuta delle garanzie di sicurezza occidentali, spingendo i principali attori regionali a ricercare nuovi accordi capaci di rafforzare la loro autonomia decisionale e ampliare il margine di manovra strategico.
In questo quadro, negli ultimi giorni si è sviluppato un intenso dibattito mediatico e politico su una possibile alleanza di difesa trilaterale tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. L’attenzione segue le notizie di colloqui definiti “avanzati”, attraverso i quali Ankara punta ad aderire all’accordo di difesa congiunta firmato tra Riad e Islamabad nel settembre 2025. Le indiscrezioni sono state ulteriormente alimentate da dichiarazioni ufficiali di funzionari turchi e pakistani, che hanno confermato l’esistenza di consultazioni in corso senza tuttavia annunciare un’intesa definitiva, aprendo la strada a una nuova fase di coordinamento militare in un’area che si estende dal Mediterraneo orientale all’Asia meridionale.
Alla luce di questi sviluppi, il presente contributo analizza gli indicatori della possibile formazione di un triangolo di difesa saudita, pakistano e turco, esplora il significato di un suo eventuale annuncio nel contesto degli attuali mutamenti geopolitici ed esamina il potenziale dell’intesa di evolvere in un vero e proprio “polo di sicurezza” permanente, nonché le prospettive di una futura espansione ad altri attori regionali. Particolare attenzione è rivolta alle possibili reazioni degli Stati chiave, in primo luogo l’Egitto, di fronte a un possibile mutamento delle dinamiche di alleanza nella regione.
Il 9 gennaio 2026 sono stati annunciati i colloqui turchi per l’adesione all’alleanza di difesa saudita e pakistana, firmata il 17 settembre 2025, in seguito all’attacco israeliano contro i leader di Hamas a Doha il 9 settembre dello stesso anno. I colloqui sono stati descritti come “in fase avanzata” e il raggiungimento di un accordo di adesione è stato definito “altamente probabile”. L’alleanza prevede che qualsiasi aggressione contro uno Stato membro venga considerata un attacco contro tutti i membri. Alla luce della crescente convergenza di interessi tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan in Asia meridionale, Medio Oriente e Africa, una nuova architettura di sicurezza appare destinata a incidere sugli equilibri di potere regionali e oltre, soprattutto in un momento in cui gli Stati Uniti sembrano privilegiare i propri interessi e quelli di Israele nella regione, spingendo i tre Paesi a sviluppare meccanismi alternativi di cooperazione.
In questo contesto, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha confermato, durante una conferenza stampa del 15 gennaio 2026, che il suo Paese è impegnato in colloqui sulla “possibilità” di concludere un accordo di difesa con Pakistan e Arabia Saudita. Ha tuttavia negato che sia già stato firmato un accordo, sottolineando “la necessità di rafforzare la cooperazione e la fiducia regionali per superare la sfiducia e le divisioni che hanno favorito l’emergere di potenze esterne dominanti o di conflitti e instabilità legati al terrorismo”. Fidan ha inoltre osservato che “tutti i Paesi della regione devono unire le forze per costruire una piattaforma di cooperazione sulle questioni di sicurezza”, ribadendo che i problemi regionali possono essere risolti solo se “gli attori coinvolti si fidano l’uno dell’altro”.
Dal canto suo, il ministro della Difesa pakistano Raza Hayat Harajha ha indicato che il suo Paese, insieme ad Arabia Saudita e Turchia, ha elaborato una bozza di accordo di difesa dopo quasi un anno di negoziati, suggerendo un tentativo di rafforzamento congiunto in risposta all’escalation di violenza nella regione. Harajha ha precisato che il potenziale accordo trilaterale è separato dall’intesa bilaterale tra Arabia Saudita e Pakistan e che richiede il consenso finale di tutte e tre le parti. Considerati i legami storici tra Riad e Islamabad, inclusi gli aiuti sauditi al programma nucleare pakistano negli anni Novanta, la recente intensificazione delle relazioni tra Turchia e Pakistan e il riavvicinamento di Ankara agli Stati arabi, in particolare all’Arabia Saudita dopo la risoluzione delle controversie bilaterali, l’ipotesi di una nuova alleanza appare sempre più concreta. Un’intesa che potrebbe evolversi in un blocco regionale capace di ridisegnare il panorama della sicurezza in Medio Oriente.