Yemen. Cinque condanne a morte di spie al soldo della Gran Bretagna

di Giuseppe Gagliano

Stando a quanto riporta la AhlulBayt News Agency, un tribunale locale di Sanaa, capitale yemenita, ha emesso 5 condanne a morte nei confronti di persone ritenute colpevoli di spionaggio per il servizio di intelligence britannico MI6 e di atti di sabotaggio nel paese arabo.
I cinque imputati sono stati condannati alla pena capitale da un tribunale di alto livello guidato dal giudice Mohammad Mofleh, al termine di un processo durato diversi mesi. I detenuti sono Arafat Qasim Abdullah Al-Hashidi, Ali Mohammad Abdullah Al-Jamani, Ali al-Khwarijah, Salim Abdullah Yahya Habish e il capo della squadra di spionaggio, Aman Mujahid.
Un altro imputato nel caso, Mohammad Sharaf Ghaed Harish, è stato condannato a cinque anni di carcere.
I sei a febbraio erano stati giudicati colpevoli di spionaggio per conto dell’agenzia di spionaggio britannica, per aver reclutato e addestrato persone in diverse province yemenite, tra cui Sanaa, Imran, Saada, al-Jawf, Marib, al-Mahrah e Hadhramaut.
La corte ha affermato che l’agenzia di spionaggio britannica ha compiuto atti di spionaggio e sabotaggio sul suolo yemenita attraverso questi 007, dotandoli di dispositivi di comunicazione avanzati per la sorveglianza.
Il dipartimento di sicurezza e intelligence del governo yemenita ha rilasciato una dichiarazione a febbraio, rivelando le attività di questa rete di spionaggio i cui membri sono stati inizialmente reclutati dagli ufficiali dell’intelligence statunitense e poi trasferiti alle loro controparti britanniche per svolgere attività destabilizzanti nello Yemen.
Le spie si erano incontrate con gli ufficiali della CIA all’aeroporto di al-Ghaydha, nella provincia di Mahra, a est dello Yemen, e poi hanno lavorato con gli ufficiali dell’intelligence britannica. E’ stato inoltre osservato che gli ufficiali dell’intelligence britannica e americana stavano pagando circa 300 dollari a ciascuna delle sei spie per la raccolta di informazioni su importanti aree controllate dall’esercito yemenita nelle province settentrionali del paese.
“I servizi di intelligence americani e britannici stanno lavorando ovunque nello Yemen per stabilire una presenza permanente con il pretesto di combattere il terrorismo e costruire ciò che è stato distrutto dalla coalizione di aggressione, mentre il loro obiettivo è controllare lo Yemen e drenare la sua ricchezza”.
L’anno scorso, la rete televisiva yemenita al-Masirah aveva riferito di “documenti riservati” procurati dagli agenti di sicurezza yemeniti relativi all’impegno britannico e americano nello Yemen prima della rivoluzione del 21 settembre.
Al-Masira ha riportato che i documenti, risalenti alla metà del 2012, rivelavano dettagli sull’addetto militare dell’ambasciata britannica, che chiedeva “informazioni militari riservate” sulle guardie costiere yemenite. Il rapporto affermava anche che l’addetto militare britannico aveva chiesto informazioni sul meccanismo di coordinamento e sui rapporti tra la marina yemenita e la guardia costiera.
Nel settembre 2020 il portavoce del movimento Ansarullah dello Yemen ha censurato l’interferenza della Gran Bretagna negli affari del paese, dopo che l’allora inviato britannico nello Yemen Michael Aron aveva accusato le forze armate yemenite di fomentare scontri nella provincia centrale strategica di Marib.
“Come al solito l’ambasciatore britannico tende a pronunciare commenti e dichiarazioni sulla Repubblica indipendente dello Yemen, non sapendo che i mercenari e i traditori che incontra non rappresentano la nazione. Pensano esclusivamente al denaro e sono pronti a vendere il Paese e a comprometterne gli interessi”, ha dichiarato Mohammad Abdul-Salam in una nota.