Yemen. Erdogan recluta siriani per combattere gli Houthi

di Giuseppe Gagliano

Mentre la Turchia continua a stabilire la sua presenza nello Yemen, il suo servizio di intelligence, il MIT, sta reclutando e dispiegando delegati siriani nel paese, pur mantenendo stretti contatti con il partito al-Islah, vicino ai Fratelli Musulmani.
Dopo la Libia, il Nagorno-Karabakh e anche potenzialmente l’Afghanistan, il direttore della intelligence turca Hakan Fidan ha in programma di inviare combattenti siriani nello Yemen. Un comandante della Divisione Sultan Mourad, la punta di diamante delle operazioni esterne di Ankara, ha ricevuto l’ordine di reclutare e addestrare combattenti da inviare nella provincia yemenita di Chabwa dalla Siria nord-orientale per combattere i ribelli Houthi, sciiti, quindi a fianco dell’esercito lealista del Paese. Alcune fonti yemenite affermano che i combattenti siriani sono già sul fronte della battaglia strategica a Marib, dove vengono schierati anche droni turchi.
Fidan conta anche sull’aiuto del Qatar per raggiungere il numero necessario di combattenti a Chabwa. Il centro di reclutamento di al-Jabwani aveva assunto a fine agosto 600 soldati con promesse di stipendi e armi finanziate da Doha. Il MIT sta inoltre progettando di realizzare un centro di formazione nella provincia di Taez, finanziato anche dal Qatar.
Nonostante le sue ambizioni in Yemen, Ankara sta avanzando con discrezione, utilizzando le staffette locali del partito al-Islah; alcuni funzionari di questo sono in esilio a Istanbul, tra cui il suo leader Mohammed al-Yadomi e il presidente della Shura, Mohammed al-Ajlan.
Anche la Diyanet, la direzione degli affari religiosi del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha contatti per la sicurezza attivi nelle province di Chabwa e Taez, tra cui l’agenzia di cooperazione e coordinamento TIKA, che è ufficialmente lì per costruire ospedali, scuole e strade. Anche la ONG turca Insani Yardim Vakfi (IHH), reputata vicina ai Fratelli Musulmani, fornirebbe copertura agli agenti del MIT nel Paese.