di C. Alessandro Mauceri –
A spingere l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a dedicare a questo tema una giornata internazionale sono i numeri: davvero impressionanti, nonostante i tanti progressi.
L’iniziativa, nata nel 2013, nasce dalla considerazione che nel mondo almeno 3,4 miliardi di persone vivono senza accesso a servizi igienici sicuri. Un dato che lascia basiti: possibile che l’umanità, che dedica tempo (e risorse) a come raggiungere Marte o a come produrre abbastanza armi da distruggere l’intera umanità, non sia capace di dotare ogni abitante del pianeta Terra di servizi igienici funzionali? Invece è proprio così. E le previsioni dicono che non sarà possibile raggiungere l’Obiettivo 6 dei SDGs (acqua e servizi igienico-sanitari per tutti) entro il 2030.
Il tema scelto per il 2025 è “Avremo sempre bisogno del bagno”. Un titolo che può sembrare una battuta o una provocazione ma che, in realtà, è un invito ad ampliare l’accesso ai servizi igienico-sanitari di fronte alle crescenti sfide.
Le infrastrutture esistenti sono obsolete. La domanda di servizi igienici e impianti fognari e di trattamento delle acque cresce esponenzialmente al crescere del numero degli abitanti (specie nelle metropoli). E gli investimenti destinati a questo settore sono insufficienti a soddisfare i … bisogni…della popolazione. “In un mondo che cambia, una cosa è costante: avremo sempre bisogno del bagno” hanno ribadito i tecnici delle Nazioni Unite. “Qualunque cosa accada, faremo sempre affidamento sui servizi igienici per proteggerci dalle malattie e mantenere pulito il nostro ambiente. Oggi, miliardi di persone vivono ancora senza un bagno sicuro, e i più poveri, soprattutto donne e ragazze, sono i più colpiti”.
Parlare di “servizi igienici sicuri” può apparire banale, ma non è così. Miliardi di persone non dispongono di un bagno. Quando ce l’hanno, spesso è condiviso con altre famiglie. In molti casi i rifiuti umani vengono smaltiti in loco. Eppure, secondo le Nazioni Unite i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano: tutti dovrebbero disporre di servizi igienico-sanitari accessibili e a prezzi accessibili servizi. In tutti i paesi. In tutti i continenti. Servizi igienici che consentano di non scaricare i rifiuti umani senza averle trattate e senza correre il rischio che le acque reflue contaminino l’ambiente, soprattutto nelle aree densamente popolate. Il 44% delle acque reflue domestiche non viene trattato correttamente, danneggiando gli ecosistemi e salute umana. Water Sanitation and Health Solo il 38% delle acque reflue industriali viene trattato in modo sicuro (sulla base di dati limitati provenienti da 22 paesi). E il potenziale inutilizzato per il riutilizzo sicuro delle acque reflue è di circa 320 miliardi di m3 all’anno, con il potenziale di fornire più di 10 volte l’attuale capacità di desalinizzazione globale.
Come sempre i primi a pagare le conseguenze di questa situazione sono i più piccoli. I bambini sono particolarmente vulnerabili a malattie (come il colera) che si diffondono attraverso l’esposizione a rifiuti non trattati. Eppure, ancora oggi, il 22% delle scuole non dispone di servizi igienici e lavabi sicuri. Questo contribuisce alla scarsa partecipazione scolastica di molti adolescenti (specie le ragazze che perdono regolarmente giorni di scuola, in particolare, durante i giorni delle mestruazioni).
L’assenza di servizi igienici ( o la presenza di servizi igienici inadeguati) aumenta le disuguaglianze sociali: senza accesso a servizi igienici puliti e funzionali, donne, ragazze, anziani e persone con disabilità non possono condividere spazi pubblici e luoghi di lavoro.
Ma non basta. In tutto il mondo, dove esistono, le infrastrutture sanitarie sono obsolete. E gli investimenti per ripararle non riescono a soddisfare la domanda.
A questo si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico: il cambiamento climatico sta rendendo l’acqua più scarsa e meno disponibile. Questo ha effetti rilevanti sulla regolazione delle risorse di acqua dolce per un gran numero di persone e sulla disponibilità o l’interruzione dei servizi igienico-sanitari.
Anche l’aumento delle inondazioni e l’innalzamento del livello del mare possono avere effetti rilevanti dal punto di vista dei servizi igienici: inondazioni e danni alle infrastrutture igienico-sanitarie, possono contaminare il terreno, le risorse idriche e gli ecosistemi locali con materiale fecale. A questo si aggiunge che i sistemi fognari mal gestiti sono causa di emissioni di gas serra (in particolare metano e protossido di azoto), che contribuiscono agli effetti della crisi climatica e allo scioglimento dei ghiacciai.
Secondo gli esporti delle Nazioni Unite, “Dobbiamo investire urgentemente oggi in servizi igienici ‘a prova di futuro’. Insieme, dobbiamo garantire che i servizi igienici siano: accessibili a tutti; resistenti a inondazioni, siccità e altri shock climatici; che riducano al minimo le emissioni di gas serra; e che siano supportati da sistemi solidi e investimenti costanti”.
A pensarci bene, è importante parlare di come buona parte della popolazione mondiale gestisce i propri bisogni non è una scelta così strana o superficiale: ce n’è davvero… bisogno.

