Notizie Geopolitiche –
L’Istituto internazionale di ricerca sulla pace, con sede a Stoccolma (Sipri), ha reso noto un proprio studio secondo cui la crisi mediorientale, in particolare l’avvento dei gruppi jihadisti strutturati come lo Stato Islamico, e le tensioni in oriente hanno inciso in modo sensibile sulle spese militari delle varie nazioni, specialmente dell’area, ma anche dell’Europa orientale e dell’Asia.
Nel 2015 il rialzo è stato dell’1%, per una spesa militare complessiva di 1.676 miliardi di dollari.
La classifica della spesa vede al primo posto gli Stati Uniti, con 596 miliardi di dollari all’anno, dato in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. Seguono la Cina con 215 miliardi di dollari, quindi l’Arabia Saudita (87,2 miliardi) e la Russia (66,4 miliardi).
Se viene preso in considerazione l’arco di 10 anni, negli Usa la spesa militare è calata del 4%, mentre in Cina è cresciuta del 132%, costringendo i paesi dell’area a fare altrettanto, specialmente per le tensioni per le isole contese. L’Arabia Saudita, che guida la coalizione nello Yemen contro gli houthi e che è uno dei paesi che sostiene l’opposizione contro Bashar al-Assad, ha incrementato la spese del 97%, e la Russia del 91%.
L’Italia è 12ma con 23,8 miliardi di dollari, pari allo 0,95% del Pil: rispetto all’anno precedente il taglio è stato del 10%, il più forte tra i 28 Paesi Ue.

