Ansa

La Germania esige “categoricamente” dalla Serbia lo smantellamento di tutte le strutture parallele di governo che mantiene nel nord del Kosovo, condizione questa per avanzare sulla strada della normalizzazione dei rapporti fra Belgrado e Pristina. Lo ha detto nella capitale kosovara il ministro degli esteri, Guido Westerwelle, sottolineando l’importanza di una concreta attuazione dell’accordo concluso fra le parti un mese fa a Bruxelles con la mediazione della Ue. Parlando ai giornalisti al termine di un colloquio con il premier kosovaro, Hashim Thaci, Westerwelle ha esortato le parti a non sprecare questa preziosa occasione per risolvere il contenzioso. “E’ necessario dar prova di un alto grado di flessibilità, saggezza e pazienza”, ha detto il capo della diplomazia tedesca, che ha visto anche il collega kosovaro Enver Hoxhaj e che in mattinata aveva avuto a Belgrado colloqui con la dirigenza serba. Per i contrasti che permangono tra Belgrado e Pristina sull’interpretazione dei termini dell’accordo del 19 aprile – e uno di essi riguarda proprio l’abolizione delle strutture parallele serbe nel nord – il capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton, ha convocato per domani nuovamente a Bruxelles i due premier Ivica Dacic e Hashim Thaci. Westerwelle ha detto chiaramente ai dirigenti di Belgrado che risultati tangibili nell’applicazione dell’accordo con Pristina è la condizione per concedere alla Serbia una data d’avvio del negoziato di adesione alla Ue, nel Consiglio europeo di fine giugno.