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Dopo l’uccisione e la decapitazione di quattro uomini ritenuti collaborazionisti del Mossad, avvenuta tre giorni fa nel Sinai da parte degli jihadisti di Ansar al-Beit Maqdis (gruppo legato ad al-Qaeda), puntuale è arrivata la rappresaglia egiziana: le forze di sicurezza del Cairo hanno fatto irruzione in un covo dove diversi miliziani si stavano radunando e nel conflitto a fuoco che ne è seguito sono rimasti uccisi 6 jihadisti e ne sono stati arrestati una decina.
Fin dalla caduta di Hosni Mubaraq stazionano nella Penisola del Sinai consistenti gruppi di jihadisti legati ad al-Qaeda che spesso sono entrati in conflitto con l’esercito egiziano uccidendo anche diversi militari, specialmente dopo la deposizione di Mohammed Morsi e dei Fratelli Musulmani; in passato hanno tentato di penetrare nella città di al-Arish, ma sono stati respinti grazie all’utilizzo di carri armati del Cairo entrati nella Penisola in accordo con Israele, in deroga agli accordi di Camp David del 1978.
