di Luca Tolu –

Finora gli americani avevano impiegato F16, F 15, F18, bombardieri B1 e Av 8 Harrier nei raid aerei contro gli islamisti dell’ISIS in Iraq, ma per l’inizio delle operazioni in Siria è entrato in campo un nuovo caccia d’assalto super tecnologico finora custodito gelosamente dall’Air Force.

A dieci anni dalla sua entrata in servizio la nuova campagna militare siriana ha visto l’esordio in combattimento del velivolo più moderno della storia, l’americano F-22 Raptor della Lockheed Martin.

L’F-22 è considerato l’erede dell’F-15 Eagle come caccia da superiorità aerea di V generazione. L’F22 possiede caratteristice innovative che gli consentono di essere invisibile ai radar e di poter alloggiare in stive interne le armi.

A differenza del progetto dell’F-35, al cui sviluppo stanno partecipando un consorzio di diversi stati partner, compresa l’Italia, il Congresso ha vietato la vendita dell’F-22, perché è così sofisticato che l’esportazione rappresenterebbe una minaccia per gli Stati Uniti.

L’Air Force americana afferma che le prestazioni dell’F-22 non sono comparabili con nessun velivolo operativo o in fase di sviluppo. Il primo test in volo avvenne il 7 settembre 1997, mentre i primi esemplari prodotti in serie furono consegnati alla base aerea di Nellis in Nevada il 4 gennaio 2003. Il 27 ottobre 2004 cominciarono i test di valutazione del velivolo.

Nel 2006 il Pentagono dichiarò l’intenzione di acquistarne 183 unità per un costo totale del programma pari a 62 miliardi di dollari.

E’ possibile immaginare che i raid contro l’Isis in Siria rappresentino la fase finale dello sviluppo dell’F-22 Raptor, anche se difficilmente potrà arrivare a sostituire gli altri caccia che garantiscono un costo operativo molto minore.

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