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Non regge nello Yemen la tregua firmata fra i miliziani sciiti Huthi e le autorità yemenite grazie alla mediazione Onu lo scorso 22 settembre. Tuttavia nel caos che regna nel paese ci si mettono anche le milizie di al-Qaeda, che notoriamente hanno lì il proprio quartier generale: almeno 20 ribelli huthi sono rimasti uccisi e 12 catturati in un attentato e nei violenti scontri della scorsa notte con i combattenti di al-Qaeda, nei pressi della città di Rada, nel centro dello Yemen.
Visto l’impeto dell’avanzata degli huthi e l’assedio in corso sulla capitale Sanaa da giorni, si potrebbe ipotizzare una semi-nascosta alleanza fra le autorità militari e i quaedisti.
Gli huthi, etnia di confessione sciita, rappresentano la più grande minoranza del paese e da settimane sono in conflitto con l’esercito regolare nel tentativo di prendere il controllo del paese.
I colloqui con il presidente Abdu Rabu Mansour Hadi, che li considera una longa manus di Iran e Hezbollah libanesi, di fatto non si sono declinati in azioni concrete: fra le richieste, non ascoltate, degli Huthi vi sono quelle dell’inserimento di 20mila appartenenti alla minoranza nelle forze armate governative, l’assegnazione di 10 ministeri e l’inclusione nella regione di Azal di Hajja e dei governatorati di al-Jaw.
Il presidente yemenita ha anche puntato il dito contro il regime iraniano ed ha accusato Bashar al-Assad di appoggiare la rivolta.
Lo scorso 25 settembre in un solo girono si sono registrate 275 vittime degli scontri.

