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In Nigeria l’esercito regolare è riuscito a riprendere il controllo della città di Chibok, nel nord-est del paese, dove lo scorso 14 aprile i miliziani jihadisti del Boko Haram hanno rapito presso un locale istituto femminile 276 studentesse, 200 delle quali ancora nelle loro mani.

Lo ha comunicato il generale Olajide Olaleye, il quale ha anche riferito che “ora la città è sicura”.

Il conflitto nel nord-est della Nigeria continua in una spirale di violenza impressionante, che vede il susseguirsi di stragi e di rapimenti quasi quotidiano; non ultimo quello del 10 novembre a Potiskum, dove sono stati uccisi 78 liceali. A preoccupare è anche l’espandersi del conflitto in Ciad, tanto che si moltiplicano gli scontri con l’esercito di N’Djamena: i miliziani hanno sconfinato nei giorni scorsi con mezzi pesanti.

L’8 ottobre scorso i leader di Nigeria, Ciad, Niger, Camerun e Benin si sono ritrovati a Niamey in un vertice straordinario per discutere di come intervenire nei confronti del gruppo terroristico.

Lo scopo del Boko Haram non è solo di carattere religioso, ovvero di dar vita ad uno Stato islamico magari in cooperazione con l’Isis: la parte nord orientale della Nigeria è infatti ricca di materie prime e di risorse minerarie importanti.