di C. Alessandro Mauceri

Nei giorni scorsi, dopo indagini condotte dal quotidiano norvegese Aftenposten durate mesi, è venuta alla luce quella che, secondo il giornale norvegese, potrebbe essere la più importante operazione di spionaggio della storia norvegese recente: è stata rilevata la presenza di numerose microspie nascoste nei sistemi per le comunicazioni via telefono cellulare nei dintorni del Parlamento e di molti altri uffici pubblici di Oslo. Secondo l’indagine si tratterebbe di un sistema che può captare il traffico dati (email, sms) in modo particolarmente efficace tanto da essere in grado di perforare alcuni “scudi” di protezione. Obiettivi dell’azione di spionaggio erano evidentemente esponenti del mondo politico, economico e membri dell’esecutivo. Per questo motivo, la polizia di Oslo ha avviato un’inchiesta. Lo spionaggio “è diffuso” in Norvegia da molti anni, ha detto Siv Alsen, capo della polizia.

Autorità norvegesi hanno escluso, in prima analisi, che la rete possa essere stata modificata dalla polizia o dai servizi segreti norvegesi. D’altro canto esperti consultati dal quotidiano autore dello scoop hanno sottolineato che si tratta di materiale troppo sofisticato e pertanto che l’operazione poteva essere svolta solo ad un’intelligence, come ha dichiarato Bjoern Rupp, della compagnia tedesca GSMK coinvolta nelle indagini. I servizi di sicurezza norvegesi, PST, hanno preferito essere diplomatici e hanno dichiarato di non essere in grado, per il momento, di sapere chi sia il responsabile di questo sistema di spionaggio. “Non posso dire allo stato chi sia l’autore di questo”, ha detto Arne Chrisitan Haugstoyl, del PST. “Ma posso dire che vi sono numerose potenze straniere in grado di usare questo tipo di tecnologia”.

Di sicuro, però, si tratterebbe di strumenti che erano in grado non solo di intercettarle comunicazioni, ma anche di monitorare dati e di tracciare i movimenti delle persone nella zona.

Secondo alcuni media norvegesi, potrebbe esistere un nesso tra la scoperta di queste microspie coinciderebbe e con la notizia diffusa da parte del governo norvegese di voler sospendere anche per il 2015 la cooperazione militare con i Paesi ex-sovietici.