Notizie Geopolitiche –
È giallo in Argentina per l’uccisione avvenuta in circostanze non ancora chiare del giudice Alberto Nisman, il quale proprio oggi avrebbe dovuto deporre in Parlamento per spiegare le sue accuse nei confronti del presidente Cristina Fernández de Kirchner, del ministro degli Esteri Héctor Timerman, del deputato del Frente para la Victoria Andrés Larroque (detto “Cuervo”), del socialista e leader del Movimento Piquetero Luis D’Elía, e di alcuni dirigenti dell’intelligence.
Nisman aveva indagato e raccolto 330 cd di intercettazioni in merito all’attentato di Buenos Aires del 18 luglio 1994 presso la Amia, l’istituto mutualistico ebraico, dove morirono 85 persone e ne rimasero ferite 300: secondo il magistrato le massime autorità dello stato avevano trattato l’impunità di Hezbollah e dei Servizi segreti iraniani, ritenuti gli autori della strage, in cambio di accordi commerciali con la Repubblica Islamica.
Nisman è stato trovato esanime nel bagno della sua casa di Puerto Madero con un foro di proiettile di piccolo calibro alla tempia, ma in pochi sono disposti a credere alla tesi del suicidio, anche perchè solo pochi giorni fa aveva affermato sul quotidiano Clarin che “posso morire per questo”.
Nella capitale argentina sono in corso manifestazioni spontanee di protesta, ma quanto accaduto potrebbe avere importanti rovesci sulla vita politica del paese.
