Notizie Geopolitiche

Il generale saudita Ahmed Asiri, portavoce dell’operazione Decisive Storm contro i ribelli houthi che lo scorso 27 gennaio hanno rovesciato il governo del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, ha reso noto che l’Arabia Saudita ha ormai il pieno controllo dei cieli dello Yemen, dopo che sono stati distrutti i sistemi di difesa, le piste di decollo ed i velivoli a terra. In particolare è stata centrata la base di al-Dilani, nella capitale Sanaa, dove oltre agli aerei Houthi vi erano depositi di munizioni.

I caccia sauditi hanno colpito in mattinata alcune località nella provincia di Saada, in particolare Shada e Kataf al-Bokaa, dove è stato centrato il mercato.

Gli Houthi sono riusciti ad abbattere un drone, definito “di un paese ostile”.

Intanto il Pakistan ha risposto attraverso il proprio ministro della Difesa, Khawaja Asif, che “non è stata presa nessuna decisione” e che “non abbiamo fatto promesse” circa il supporto all’operazione e quindi all’adesione all’operazione lanciata dall’Arabia Saudita, per quanto “In ogni caso il Pakistan difenderà con ogni mezzo l’Arabia Saudita e la sua integrità”.

Una dichiarazione probabilmente non solo di forma, dal momento che dietro agli houthi, sciiti, vi sono Iran ed Hezbollah.

Il golpe di gennaio è arrivato dopo che per mesi gli houthi hanno chiesto invano alcuni riconoscimenti, come l’inserimento di 20mila appartenenti alla minoranza nelle forze armate governative, l’assegnazione di 10 ministeri e l’inclusione nella regione di Azal di Hajja e dei governatorati di al-Jaw; vistisi negare le richieste, hanno preso d’assedio la capitale.