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Italia, Francia e Germania intendono presentarsi il 14 settembre al vertice di Bruxelles per chiedere in materia di migranti la revisione delle regole di asilo e un maggior impegno comune sull’emergenza profughi. Ne stanno discutendo oggi con i colleghi in Lussemburgo, ma già vi sono resistenze da parte di diversi paesi dell’Europa orientale, in primis Polonia e Ungheria.

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha ribadito da Cernobbio, dove era per il tavolo “Sicurezza globale: quali implicazioni per il business e le persone”, che “Occorre ridiscutere le regole della convenzione di Dublino. Se non ridiscutiamo le regole di Dublino finiremo per ridiscutere di Schengen e dunque della libera circolazione delle persone nella comunità europea una condanna per la classe dirigente europea, una cosa a cui il governo italiano farà di tutto per evitare che si arrivi”. Si tratta della posizione espressa anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale qualche giorno fa aveva detto che “Se non riusciremo a distribuire in modo equo i rifugiati, allora la questione Schengen sarà di nuovo in agenda per molti”. “Non è giusto – aveva aggiunto – che soli tre o quattro Paesi assorbano quasi tutti i rifugiati”.

Vi è da registrare anche un cambiamento di rotta del premier britannico David Cameron, il quale ha ora a che fare con un’opinione pubblica scossa per la morte del piccolo Aylan sulle spiagge turche di Bodrum: “Chi ha visto quelle foto non può che restare colpito, e in quanto padre, sono profonamente commosso. La Gran Bretagna è una nazione con dei valori morali, ci assumeremo le nostre responsabilità – ha dichiarato Cameron. – Ho inviato la Marina reale che ha salvato molte vite nel Mediterraneo. Londra dona lo 0,7% del Pil agli aiuti internazionali”.

La Gran Bretagna – ha garantito – “assumerà le proprie responsabilità morali” nella crisi dei profughi.