Notizie Geopolitiche –
Slitta a domani la conclusione della Cop21, la conferenza in corso a Le Bourget (Parigi) sul clima: lo ha annunciato il presidente dei lavori, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, segno delle difficoltà e degli scogli ancora da superare per giungere ad un accordo vincolante sul contenimento della temperatura del pianeta.
In particolare non è ancora stato superato l’elemento chiave rappresentato dal meccanismo che dovrebbe rivedere al rialzo gli impegni degli stati per la riduzione dei gas a effetto serra, il che, dopo due settimane di discussioni di alto livello, rende il quadro tutt’altro che roseo.
Siamo, insomma, ancora in fase di bozza, come pure non vi è accordo sull’articolo 10 che indica per il 2023 la valutazione di quanto è stato fatto, un’analisi collettiva che sarà poi da ripetersi ogni 5 anni.
A fare ostruzione sono soprattutto i paesi in via di sviluppo, i quali sono chiamati a produrre meno emissioni, cosa che renderebbe difficoltoso lo sviluppo stesso.
Una volta approvato, l’accordo entrerà in vigore nel 2020, ma si è lontani dal mantenimento della temperatura per il 2100 entro i 2 gradi: gli accordi raggiunti fino ad oggi indicano un aumento che toccherebbe i tre gradi.
