di Giacomo Dolzani –

Sono iniziati oggi ad Oslo i negoziati ufficiali tra i membri del governo di Bogotà, coordinati dal presidente Juan Manuel Santos, e i capi delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane), con lo scopo di mettere fine a mezzo secolo di combattimenti tra i guerriglieri comunisti e le truppe regolari, che hanno causato migliaia di morti.

Questi colloqui erano nell’aria già da alcuni mesi e si stava preparando un terreno favorevole tramite incontri volti al raggiungimento di accordi preliminari, ad esempio su un cessate il fuoco, ma che spesso non hanno condotto a nulla tranne che al ritardare ulteriormente la data della riunione odierna; le due parti in causa si erano infatti già incontrate a Cuba, paese questo che si è speso molto per il raggiungimento di un armistizio.

Il vertice che si sta tenendo in queste ore nella capitale norvegese porterà, probabilmente, all’interruzione di quella scia di sangue che ha visto tra le sue vittime anche molti civili e, soprattutto, giornalisti rapiti dalle Farc a scopo di estorsione per finanziare le loro azioni di guerriglia o per ottenere uno scambio di prigionieri come nel caso di Ingrid Betancourt, la politica colombiana  liberata dopo sei anni di prigionia.

Se inoltre Jesus Carvajalino, alto dirigente del gruppo ribelle, farà quello che ha annunciato tempo fa, le Farc potrebbero anche scendere in politica, costituendosi partito e, nonostante una vittoria sia molto improbabile, candidandosi al governo del paese sudamericano.