Adnkronos/Washington Post, 30 gen 13 –
“In un certo senso, mi sembra di lasciare la mia famiglia ad un destino incerto”. E’ lo sfogo del generale John Allen nel lasciare l’Afghanistan, dove negli ultimi 18 mesi e’ stato al comando delle forze Isaf ed Usa con il duplice, ed apparentemente contradditorio, obiettivo di neutralizzare l’insurrezione e allo stesso tempo far tornare a casa 30mila soldati e marines. Ora, con un terzo delle forze Usa rimpatriate, Allen, intervistato dal Washington Post, rivendica con orgoglio il fatto che in questi mesi sono state fatte delle importante conquiste dal punto di vista della sicurezza, ma lamenta il fatto che a queste non e’ corrisposta un’accresciuta capacita’ di governance da parte di Kabul, unica in grado di assicurare la stabilita’ a lungo termine. Gli afghani delle zone dove sono state riportate vittorie strategiche ora “devono fare i conti con un’assenza del governo centrale e il desiderio di sicurezza e stabilita’ legale”, ha detto ancora Allen che nei giorni scorsi e’ stato formalmente scagionato dal Pentagono per l’imbarazzante vicenda delle mail che il generale si era scambiato Jill Kelley, coinvolta nello scandalo che ha portato alle dimissioni del generale Petraeus dalla Cia. Ora che e’ stato stabilito che quei messaggi erano assolutamente leciti, non c’e’ piu’ nulla che ostacoli la nomina di Allen a Supremo Comandante Alleato della Nato e capo delle forze Usa in Europa.

