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Dopo mesi dalle elezioni e 13 anni di era Hamid Karzai, l’ex economista della Banca Mondiale ed ex ministro delle Finanze Ashraf Ghani Ahmadzai ha giurato come nuovo presidente dell’Afghanistan. A portarlo alla guida del paese il risultato del 55% dei voti al ballottaggio del 14 giugno, a 40 giorni dal primo turno che si era tenuto il 5 aprile.

Ghani ha battuto il rivale Abdullah Abdullah, che lo aveva accusato di brogli (cosa che ha obbligato il riconteggio di 8 milioni di schede): Abdullah non scomparirà dalla scena, in quanto ha giurato come capo del futuro governo di unità nazionale.

Come primo gesto il nuovo presidente ha chiesto ai talebani ed al gruppo antigovernativo Hezb-i-Islami di avviare negoziati per giungere alla pace: “siamo stanchi della guerra – ha dichiarato – . Il nostro è un messaggio di pace. Ma attenzione, non siamo deboli!”.

In concomitanza del giuramento di Ghani, a Kabul vi è stato un attentato nei pressi dell’aeroporto (4 morti), mentre alcuni talebani hanno compiuto un attacco nella provincia orientale di Paktia (10 morti) e un kamikaze si è fatto esplodere nella provincia settentrionale di Kunduz (due feriti).