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E’ di almeno 81 morti e di 207 feriti il bilancio dell’ennesimo attentato verificatosi oggi a Kabul, nel quartiere Dehmazang: due kamikaze, la cui azione è stata rivendicata dall’Isis, si sono fatti esplodere nel corteo di una manifestazione di protesta promossa dalla minoranza hazara, con cui veniva chiesto al presidente Ashraf Ghani e al premier Abdullah Abdullah di modificare il progetto del percorso dell’elettrodotto, il Tutap, che collegherà Pakistan, Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan, ma che taglierebbe fuori le valli abitate dagli haziri, cioè la provincia centrale di Bamiyan.

Oggi l’Afghanistan è uno dei paesi dell’area con meno elettricità disponibile, dove solo un terzo della popolazione può usufruirne: il Tutap dovrebbe mettere a disposizione ulteriori 1.000 megawatts.

Il progetto è stato cambiato in corso d’opera per una questione di risparmio di denaro, per cui a perderne sarebbe la minoranza hazira, la quale, dopo essere stata perseguitata dai talebani e da al-Qaeda, continua a sentirsi discriminata dalle autorità afghane.

Pur non avendo trovato un accordo con i talebani, l’Isis continua a colpire in Afghanistan.