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Immediatamente dopo l’insediamento del nuovo presidente Ashraf Ghani Ahmadzai, Afghanistan e Stati Uniti hanno firmato oggi un accordo sulla sicurezza che prevede, tra le varie cose, la possibilità per il Pentagono di tenere stanziati nel paese mediorientale 9.800 uomini e le relative basi. L’intesa, contestata in passato e da più parti, è stata siglata dall’ambasciatore Usa, James B. Cunningham e dal consigliere per la Sicurezza nazionale dell’Afghanistan, Hanif Atmar, e prevede che i militari statunitensi non siano soggetti alle leggi afghane per eventuali reati.
Contestualmente è stato firmato l’accordo con la Nato, denominato Sofa (Status of Forces Agreement), che permette all’Alleanza di proseguire l’impegno in Afghanistan con una missione ridotta rispetto a quella attuale.
Mentre il precedente presidente, Hamid Karzai, si era sempre opposto, Ghani ha dichiarato che “Questi accordi sono nel nostro interesse nazionale e non rappresentano una minaccia per nessun Paese vicino”.
Da Washington il presidente Barak Obama ha affermato a compendio della firma del trattato che “è necessario colpire ciò che resta di al-Qaeda”.

