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L’ultimo squadrone di soldati britannici ha lasciato l’Afghanistan, per la precisione la base di Camp Bastion, situata nei pressi di Laskhar Gah, capoluogo della provincia di Helmand.
Nonostante l’impegno dei militari e le 453 vittime nelle loro fila, la regione di competenza dei britannici resta una roccaforte dei talebani ed una delle principali vie del traffico di oppio
In un comunicato diffuso su internet dai talebani si legge che “Senza dubbio i sanguinosi attacchi condotti dai mujahedeen durante gli ultimi 13 anni hanno costretto il nemico alla fuga” e che “Le statistiche ufficiali parlano di 500 soldati morti, ma le cifre reali sono molto più alte. Il numero dei soldati inglesi mutilati raggiunge le decine di migliaia”.
Di certo vi è che l’impegno della coalizione internazionale è servito a poco: a parte i molti interessi che spaziano dalla spesa bellica alle risorse del sottosuolo, alla fondazione di una base militare in un’area strategica di primaria importanza, la situazione in buona parte del paese è addirittura peggiorata rispetto a prima dell’intervento, basti pensare che sono fra i 7 ei 9mila i poliziotti afghani uccisi quest’anno.
Il nuovo presidente Ashraf Ghani ha firmato con Usa e Nato gli accordi che il predecessore Hamid Karzai si era rifiutato di accettare, i quali prevedono, fra l’altro, la permanenza nel 2015 di 12.500 soldati stranieri, di cui 9.800 americani, con compiti di addestramento militare.

