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Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui i talebani afgani potrebbero chiudere il loro ufficio di rappresentanza in Qatar e spostarlo in un altro paese: l’incontro di Doha con il Segretario di Stato Usa John Kerry era stato proficuo in tema di trattative di pace, tuttavia aveva fortemente indispettito il presidente afgano Hamid Karzai, che in un primo momento ne era stato escluso: già a giugno, quando l’ufficio dei talebani era stato aperto nel paese del Golfo, l’Afghanistan aveva espresso il proprio disappunto; inoltre sulla porta vi era la targa con la scritta “Emirato islamico dell’Afghanistan”, nome che i talebani avevano dato al Paese quando erano stati al potere, fra il 1996 ed il 2001.
Sulla questione dello spostamento dell’ufficio di rappresentanza è intervenuto anche Sartaj Aziz, consigliere del premier pachistano Nawaz Sharif, il quale ha detto che “per noi è importante il processo di pace in sé, non la sua localizzazione. Che i colloqui avvengano a Dubai o a Istanbul, il Pakistan cercherà di farli andare a buon fine”.
Per il Qatar, invece, potrebbe essere un altro colpo basso dopo la deposizione di Morsi in Egitto, in quanto Doha sta cercando di porsi come interlocutore del mondo arabo con l’Occidente e chiave di volta nel mondo stesso, assumendo così quel ruolo che in passato era dell’Arabia Saudita e dell’Egitto.

