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Nonostante governo e militari afgani avessero stragiurato di aver liberato la città settentrionale di Kunduz, presa dai talebani nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, continuano aspri i combattimenti nella zona, che vedono impegnati anche i militari Usa.

Proprio questi ultimi hanno centrato con le loro bombe un ospedale di Medici senza frontiere situato nella città, e già si parla di 9 morti, di cui diversi del personale sanitario.

Il fatto è stato confermato dal portavoce delle forze Usa in Afghanistan, colonnello Brian Tribus, il quale ha comunicato che un bombardamento contro le forze talebane “potrebbe avere causato danni collaterali ad una struttura medica della città”.

I talebani hanno parlato attraverso il portavoce Zabihullah Mujahid di “attacco selvaggio” in cui sono stati “martirizzati decine di medici, infermiere e pazienti”, per cui viene espressa una ferma “condanna per questo crimine americano”, che “ancora una volta mostra agli afghani e al mondo la natura spietata ed ipocrita degli invasori e dei loro mercenari”.