di C. Alessandro Mauceri

Ennesima dimostrazione del flop della missione di pace in Afghanistan: nei giorni scorsi, una donna è stata condannata a morte e lapidata dopo essere stata accusata di adulterio. A compiere l’esecuzione un gruppo di talebani a Firozkoh, un villaggio della provincia di Ghor a qualche decina di chilometri dalla capitale della provincia.

A diffondere la notizia è stato Abdul Hai Khateby, portavoce del governatore locale, e a conferma dell’avvenuta esecuzione è stato diffuso un video che mostra l’esecuzione per mano di alcune persone. “È stata lapidata a morte dai talebani, da dignitari religiosi e da signori della guerra irresponsabili”, ha detto la governatrice Sima Joyenda che ha aggiunto che aveva “tra i 19 e i 21 anni” e che “si era sposata con un uomo contro la sua volontà“, ma poi “è scappata con un altro uomo della sua età”.

La pratica dell’esecuzione mediante lapidazione non è nuova in Afghanistan dove, anche se vietata dalle leggi vigenti, è ritenuta legittima dalla legge islamica. “Non il primo episodio del genere e non sarà l’ultimo”, ha detto Silai Ghafar, portavoce del Solidarity Party che si batte per i diritti delle donne in nel paese.