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Murad Ali Murad, vicecomandante delle forze armate afghane, ha comunicato oggi che le forze speciali dell’esercito, sostenute da reparti della Nato, hanno ripreso la città di Kunduz nel nord del paese, dopo che questa era stata presa nei giorni scorsi dai miliziani talebani.
Murad ha riferito che l’azione dei militari “è cominciata ieri sera verso le 23 locali” e che “centinaia di insorti sono stati uccisi”.
La cosa è stata confermata dal portavoce del ministero dell’Interno Siddiq Siddiqi, il quale ha spiegato che i talebani “hanno avuto pesanti perdite e sono in fuga”. Il generale Mohammad Qasim Janghalbagh, capo della polizia di Kunduz, ha comunicato che l’operazione si è conclusa verso le 4 del mattino.
Diametralmente opposta la versione dei talebani, secondo la quale non solo non sarebbe stato perso il controllo di Kunduz, ma anche avrebbero contrattaccato “infliggendo al nemico gravi perdite” tanto da costringerlo a ritirarsi.
“La bandiera dei talebani sventola ancora sulla città”, hanno continuato, e “la notte scorsa le forze Usa e i loro mercenari hanno trasportato i loro uomini in diverse parti di Kunduz. Applicando una loro strategia i mujaheddin si sono astenuti dal combattere e stamani alle 9:00 hanno cominciato ad attaccare il nemico”. Inoltre “i mujaheddin hanno anche preso oggi l’area di Kilazal a Kunduz City mettendo in fuga gli agenti di polizia che la presidiavano”.

