di Giuliano Bifolchi –
Il fine settimana in Afghanistan è iniziato con una operazione speciale su vasta scala delle forze di sicurezza afghane impegnate nella giornata di venerdì a guadagnare il controllo nuovamente del distretto di Yamgan nella parte nord-orientale del paese e nella giornata di sabato nel liberare diverse province dalla presenza dei combattenti talebani producendo in due giorni una stima pari a 56 morti e 28 feriti tra le fila talebane.
Il Ministero degli Interni dell’Afghanistan ha dichiarato che l’operazione speciale condotta dalle forze di sicurezza nazionali afghane (Polizia nazionale afghana, esercito nazionale afghano ed Intelligence afghana) nelle province di Nangarhar, Badakhshan, Kunduz, Maidan Wrdak, Logar, Ghazni, Paktia ed Herat hanno causato la morte di 36 militanti talebani ed il ferimento di altri 18 combattenti.
Le forze di polizia afghane hanno inoltre scoperto e disinnescato cinque dispositivi esplosivi improvvisati (IED) durante le operazioni nelle province di Laghman, Takhar, Paktika ed Herat realizzati dai talebani, secondo quanto riportato dal ministero, con l’obiettivo di condurre attacchi nel breve periodo.
Nella giornata di ieri le autorità locali della provincia nord-orientale afghana di Badakhshan avevano dichiarato di aver lanciato una operazione per poter ottenere di nuovo il controllo del distretto di Yamgan; il capo della sicurezza provinciale, Fazaluddin Ayar, ha comunicato che l’operazione è stata lanciata nella mattinata di venerdì tramite la cooperazione congiunta dei corpi di polizia, dell’esercito e dell’Intelligence nazionale.
All’inizio della settimana dozzine di militanti talebani avevano preso d’assalto il distretto di Yamgan con l’obiettivo di ottenerne il controllo ingaggiando uno scontro armato con le forze di sicurezza; secondo quanto riportato da Fazaluddin Ayar, sei poliziotti sono rimasti feriti durante gli scontri con i talebani mentre altri 27 erano stati presi in ostaggio.
Al termine della giornata di ieri l’operazione nel distretto di Yamgan è stata portata a termine (durata complessiva nove ore) e le forze di sicurezza nazionali afghane, secondo quanto affermato dal vice governatore provinciale Gul Mohamad Bidar, sono riuscite a riottenere il controllo dell’area. Le stime riportate dalle autorità provinciali alle ore 3 pomeridiane locali parlavano della morte di 20 talebani e del ferimento di altri 10
La provincia di Badakhshan, situata nell’Afghanistan nord-orientale, attualmente rappresenta un’area “calda” dove le attività dei militanti talebani hanno registrato un forte incremento e dove, secondo le stime dell’Intelligence afghana, sono presenti un numero imprecisato di 200-300 combattenti talebani. Le fonti officiali hanno affermato che i talebani hanno preso posizioni ed ottenuto il controllo di alcune aree dei distretti di Jurm e Keran Wa Manjan.
Tali operazioni potrebbero essere viste come una risposta dura da parte delle autorità afghane dopo l’attacco prodotto nella giornata di ieri, venerdì 23 maggio, ai danni del consolato indiano nella provincia di Herat da parte di un gruppo di cinque militanti i quali hanno assaltato verso le ore 4 del mattino l’edificio e preso posizione all’interno dell’area residenziale. Dopo una serie di scontri continuati per diverse ore le forze di sicurezza afghane sono riuscite ad eliminare i cinque militanti talebani ed a mettere in sicurezza la zona; secondo quanto riferito dalle autorità 4 membri delle forze di polizia sono rimasti feriti.

