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Atiqullah Rawoofi, un alto funzionario della Corte suprema dell’Afghanistan è rimasto ucciso in seguito ad un attentato rivendicato dai talebani. Il fatto è avvenuto presso la casa della vittima, in un quartiere situato nella parte nord-ovest della capitale: uomini armati giunti in motocicletta hanno sparato mentre Rawoofi, sceso dall’auto, camminava per entrare in casa.
Man mano che si completa il ritiro dei militari stranieri (ne rimarranno circa 15mila per lo più statunitensi, mentre gli altri saranno della Nato) si stanno intensificando nel paese gli attacchi dei talebani: ieri è stato colpito un convoglio di militari, fatto in cui sono morti due soldati statunitensi; giovedì sette persone sono rimaste uccise in due attacchi a Kabul, di cui uno presso un liceo finanziato dalla Francia; poche ore prima vi è stato un attentato suicida che ha causato la morte di sei militari che viaggiavano a bordo di un autobus.
Sempre nella giornata di oggi alcuni miliziani hanno attaccato un gruppo di artificieri dell’esercito impegnati a sminare un campo nel sud del Paese, bilancio 12 morti; qualche ora dopo un kamikaze si è fatto saltare in aria al passaggio di un convoglio Nato provocando 7 morti tra cui due statunitensi.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha espresso in modo unanime ferma condanna degli attacchi e “seria preoccupazione per le minacce poste dai talebani, al-Qaeda, altri gruppi terroristici ed estremisti, e gruppi armati illegali”.

