di Viviana D’Onofrio –

Un soldato statunitense è stato ucciso e due sono rimasti feriti nel corso di un’operazione antiterrorismo delle forze speciali Usa nella provincia di Helmand nell’Afghanistan meridionale, dove le truppe afghane stanno combattendo per respingere gli insorti talebani.

Un elicottero di soccorso che avrebbe dovuto recuperare le vittime è stato costretto ad un atterraggio di emergenza dopo essere stato raggiunto da colpi di mortaio. Un portavoce dei talebani ha rivendicato l’abbattimento dell‘elicottero americano durante i combattimenti, ma il Pentagono ha smentito, dichiarando che l’elicottero non è stato abbattuto bensì costretto ad un atterraggio di emergenza dopo essere stato oggetto di colpi di mortaio ed armi leggere.

Agli inizi di dicembre, i talebani hanno lanciato una massiccia offensiva finalizzata a prendere il controllo dei distretti chiave della provincia di Helmand, da tempo roccaforte del movimento insurrezionale nonché fonte della maggior parte dell’oppio che questo utilizza per finanziarsi.

Alla fine di dicembre il vice governatore della provincia di Helmand aveva espresso il timore che quest’ultima fosse sul punto di cadere in mano agli insorti.

In Afghanistan la situazione è particolarmente instabile e gli attacchi dei talebani si sono notevolmente intensificati. Secondo il Pentagono, infatti, la situazione della sicurezza nel Paese ha subito un forte deterioramento nel corso della seconda metà del 2015, dopo che le truppe Usa hanno concluso la propria missione, con un aumento degli attacchi da parte degli insorti.

“Questo è stato il primo anno in cui le forze afghane hanno guidato la lotta contro i talebani ed il gruppo di ribelli, si legge nel rapporto del Pentagono, continua a resistere“. Il rapporto afferma, inoltre, che “Gli attacchi a Kabul sono aumentati del 27 per cento nel 2015 rispetto all’anno precedente e che i talebani continuano a guadagnare terreno nelle zone rurali“.

Il segretario alla difesa Usa, Ashton Carter, ha dichiarato in proposito che “L‘avanzata dei talebani in alcune parti del Paese, anche se temporanea, sottolinea che questa è una lotta dura e che è ben lungi dall’essere finita“.

Il Pentagono ha anche sottolineato la minaccia rappresentata dall’Isis, che si sta facendo strada nell’Afghanistan orientale. In un’intervista ad Usa Today, il generale americano John Campbell ha affermato che il mantenimento della forza corrente di 9.800 soldati Usa per addestrare le forze afghane e condurre raid antiterrorismo è di vitale importanza e che la prevista riduzione a 5.500 uomini a partire dal primo gennaio 2017 annunciata in ottobre dal presidente Obama avrebbe dovrebbe essere rimandata il più a lungo possibile.