Adnkronos/Aki –
I Talebani minacciano una nuova offensiva ”a livello nazionale” in Afghanistan a colpi di ‘insider attack’ e quindi con infiltrazioni di insorti tra le forze di sicurezza per colpire le truppe della coalizione internazionale e le ambasciate straniere. ”Quest’anno l”offensiva di primavera”’, si legge in un comunicato pubblicato sul sito web del cosiddetto ‘Emirato islamico dell’Afghanistan’, sara’ combattuta dai Talebani con ”tattiche militari speciali” e con ”insider attack, per eliminare gli invasori stranieri, attraverso l’infiltrazione di mujahidin all’interno delle basi del nemico”. Il comunicato arriva alla vigilia della ‘Giornata dei mujahidin’. Era il 28 aprile del 1992 quando si instauro’ a Kabul il primo governo dopo il regime di Muhammad Najibullah, dopo 14 anni di ingerenza sovietica, di cui dieci di occupazione diretta, dal 1979 al 1989. I Talebani minacciano infiltrazioni ”in modo sistematico e coordinato”, oltre a ”sempre piu’ strutturate operazioni di martirio collettivo contro le basi degli invasori stranieri, le loro sedi diplomatiche e basi aeree militari”. I seguaci del mullah Omar, si legge nel comunicato firmato dalla ‘Consiglio della Leadership dell’Emirato islamico dell’Afghanistan’, affermano che utilizzeranno ”ogni tattica possibile per infliggere pesanti perdite ai trasgressori stranieri”. Nel mirino dell’offensiva che scattera’ domani, precisano gli insorti, ci saranno l”’America, la Nato e i loro sostenitori”.
I Talebani, che ‘dedicano’ l’offensiva a Khalid bin Waleed (uno dei compagni del profeta Maometto e famoso guerriero arabo), chiedono quindi ”ancora una volta a tutti i funzionari e lavoratori del regime fantoccio di Hamid Karzai di abbandonare questa amministrazione decadente per rispettare i principi islamici, gli interessi nazionali e proteggere se stessi, per vivere una vita di prosperita’ insieme al loro stesso popolo in un’atmosfera di pace e sicurezza”. I seguaci del mullah Omar offrono ”protezione per coloro che lavorano per il regime fantoccio” e che decideranno di ”arrendersi e unirsi ai mujahidin” e invitano i ”musulmani a stare lontani dalle basi degli invasori e a non lavorare per loro in modo da evitare vittime civili”. Nel lungo comunicato si fa anche appello ”a tutte le figure religiose” dell’Afghanistan, ai ”leader tribali e a tutte le figure influenti della societa’ affinche’ tengano i giovani lontani dai programmi di mercenari dell’America”, ovvero affinche’ dissuadano i ragazzi afghani dall’unirsi alle forze di sicurezza.
