Adnkronos/Aki, 10 set 12 –
Pronti a un cessate il fuoco e ad accettare la presenza militare americana in Afghanistan a patto che non ci sia spazio per il governo di Hamid Karzai. Sarebbe questa la prossima strategia dei Talebani afghani, che secondo informazioni del Royal United Services Institute anticipate dal quotidiano britannico ‘Guardian’ sarebbero pronti ad accettare un accordo di pace globale. In base alle indiscrezioni, i Talebani sarebbero quindi pronti a una rottura drastica con al-Qaeda in nome della pace, ma restano contrari alla Costituzione afghana messa a punto dal governo Karzai. Con questo, precisano i miliziani, non ci possono essere margini di negoziazione in quanto si tratta di un governo corrotto. Di qui la mancata fiducia in vista dell’organizzazione di prossime elezioni. Il documento, redatto dal Royal United Services Institut e intitolato ‘Prospettive talebane sulla riconciliazione’, e’ stato formulato intervistando quattro miliziani che hanno chiesto l’anonimato, due dei quali erano ministri dell’ex governo dei Talebni e hanno ancora un ruolo di leadership all’interno del movimento. Uno di loro e’ ”molto vicino” al Mullah Mohammad Omar, leader dei Talebani. Un altro e’ descritto come ”un importante ex comandante mujahideen e negoziatore di punta dei Talebani”, mentre il quarto era un ”mediatore afghano con una grande esperienza nella negoziazione con i Talebani”.
Il rapporto si conclude affermando che ”i Talebani sono aperti a negoziare un cessate il fuoco come parte di un assetto generale e anche come poste per costruire misure di fiducia e per la distribuzione del potere politico in Afghanistan. Un cessate il fuoco richiede una forte giustificazione islamica che offusca ogni accenno di resa”. Secondo l’istituto britannico, poi, i ribelli sono ”pronti ad accettare una presenza militare americana di lungo termine in Afghanistan”. In particolare secondo uno degli intervistati, tra i fondatori dei Talebani stessi, una presenza di militari americani nelle basi di Kandahar, Herat, Jalalabad, Mazar-e-Sharif w Kabul potrebbe essere accettabile nel momento in cui gli Usa ”non interferiscano con la nostra indipendenza e con la nostra religione”. In altre parole, i Talebani potrebbero accettare il proseguio delle operazioni anti-terrorismo condotte dagli Usa contro il loro ex alleato, al-Qaeda, a patto che queste basi non vengano usate per sferrare attacchi contro altri Paesi o per intervenire nelle politiche afghane. I Talebani potrebbero anche collaborare nell’azione contro i membri di al-Qaeda, ipotesi che la leadership e la base avevano “profonamente respinto” nella loro precedente affiliazione con il gruppo jihadista.
