Afghanistan. Trump manda all’aria le trattative con i talebani

E svela un incontro segreto negli Usa.

di Enrico Oliari

Il presidente Usa Donald Trump ha reso noto via Twitter di aver annullato l’incontro con i vertici dei talebani previsto per oggi a Camp David, nel Maryland, appuntamento al quale sarebbe seguito, in modo quindi separato, quello con il presidente Ashraf Ghani. Ha poi spiegato che alla base della sua scelta ci sono i due attacchi terroristici del 3 e il 5 settembre costati la vita a 1 militare Usa e a 11 persone, chiedendosi “Che tipo di gente ucciderebbe così tante persone per rafforzare apparentemente la loro posizione negoziale?”. Per Trump “Se non riescono ad accordarsi su un cessate-il-fuoco durante questi importantissimi colloqui di pace e uccidono addirittura 12 persone innocenti, probabilmente non hanno il potere di negoziare comunque un accordo significativo”.
La notizia è scioccante per due motivi: in primo luogo sarebbe stato un incontro segretissimo, si pensi al significato di una delegazione dei talebani negli Usa, paese che ha scatenato nel 2011 il conflitto a seguito degli attentati dell’11 settembre. Poi perché la decisione del numero uno della Casa Bianca ha di fatto mandato in fumo anni di incontri e di trattative, un torto nei confronti dei talebani i quali hanno già fatto sapere che “pagheranno un caro prezzo”, e che “Arriveranno molti terroristi, gli Usa perderanno credibilità e diverrà più visibile la loro posizione contro la pace”.
Con un tweet Trump ha insomma chiuso ogni possibilità alla pace e al disimpegno ordinato degli Usa dal pantano afgano. Nei giorni scorsi il negoziatore Usa Zalmay Khalilzad aveva annunciato che la trattativa era pressoché alla conclusione, dal momento che era venuto meno il rifiuto dei talebani di interloquire con il governo fantoccio di Ghani. A garanzia dell’accordo Washington avrebbe fatto rientrare 5.400 militari in 20 settimane sugli attuali 14.500, mentre avrebbe mantenuto sul territorio due basi con oltre 8mila soldati, che era poi uno degli obiettivi del conflitto. La presenza militare Usa va infatti dal Marocco al Kirghizistan, ma fino a poco fa erano 5 i paesi che non la ammettevano, e cioè l’Aghanistan (guerra), l’Iraq (guerra), la Libia (guerra), la Siria (guerra) e l’Iran.
Va comunque detto che il termine “talebani” è in realtà una sigla che raccoglie gruppi e sottogruppi spesso autonomi e non rispondenti ai vertici, come pure che oggi il conflitto afgano vede un terzo attore, l’Isis, il quale sta cercando di acquisire con il sangue il controllo di parte del territorio per poi espandersi nei paesi limitrofi dell’Asia centrale.
Il ritiro Usa avrebbe portato probabilmente anche a un alleggerimento della presenza italiana, il cui impegno prevede un impiego massimo di 800 militari, 145 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, suddivisi tra personale con sede a Kabul e contingente militare italiano dislocato ad Herat presso il TAAC-W.