di Guido Keller – –
Nel pieno delle tensioni internazionali per la crisi ucraina, il presidente russo Vladimir Putin è giunto al G20 di Brisbane con il suo solito stuolo di aerei, ma anche accompagnato da un convoglio navale che si è fermato al largo delle coste australiane. Tuttavia ad animare l’arrivo del Capo del Cremlino sono stati i fiumi di polemiche e di dichiarazioni, in primis del premier britannico David Cameron e di quello australiano, Tony Abbott.
Gli strali di Cameron sono stati pronunciati davanti al Parlamento australiano, dove la Russia è stata disegnata come “un grande Stato che aggredisce Stati più piccoli in Europa” e che rischia nuove sanzioni se non cambierà rotta, mentre Abbot se l’è presa con l’aumento delle attività militari della Russia, compresa la presenza delle navi da guerra russe a nord delle coste australiane.
Il convoglio russo vede diverse imbarcazioni guidate dall’incrociatore Varyag e dal cacciatorpediniere Marshal Shaposhnikov: alla richiesta di chiarimenti, la Marina di Mosca ha risposto che si tratta di navi per l’osservazione dei cambiamenti climatici.
“Che si tratti di aggredire l’Ucraina, che si tratti di moltiplicare voli di aerei militari nello spazio aereo del Giappone, dei Paesi europei, oppure che si tratti della forza navale che al momento si trova nel Pacifico del Sud, la Russia si sente oggi molto più sicura di quanto non sia stata da molto tempo a questa parte”, ha aggiunto il premier australiano.
Nelle varie fasi di discussione è stato tuttavia Putin ad accusare Washington di “non rispettare le decisioni prese”, le quali “certamente contraddicono lo stesso principio delle attività del G20 e non solo le attività e gli stessi principi del G20, ma la legge internazionale”. Ha fatto quindi notare che le sanzioni volute dagli usa sono dannose per la Russia, ma anche per gli altri paesi europei, a cominciare dalla Germania, che per la perdita delle commesse con Mosca manderebbe all’aria 300mila posti di lavoro.
Tony Abbott già una settimana fa aveva manifestato la sua intenzione di discutere oggi con il presidente russo del disastro dell’abbattimento da parte dei filo-russi con una batteria lanciamissili russa “Buk” del Boeing 777 della Malaysian Airlines, avvenuto lo scorso 17 luglio con a bordo 298 fra passeggeri e membri dell’equipaggio: 38 passeggeri erano cittadini australiani.

