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Ha preso il via a Bruxelles il vertice dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, al quale prendono parte il neo-ministro britannico Boris Johnson, il cui paese sta uscendo dalla Casa comune, e su invito il segretario di Stato Usa John Kerry.

A margine dell’incontro l’italiano Paolo Gentiloni ha dichiarato che tra Unione Europea e Usa “c’è una grande identità di intenti e di vedute e anche la Gran Bretagna mi pare abbia voluto dare un segnale di questa unità di intenti e vedute da subito, a cominciare da questo primo incontro. Il che non vuol dire che questo percorso di discussione intorno a Brexit sarà semplice ma che è molto chiaro l’impegno a conservare un rapporto di cooperazione e alleanza su tutti i temi internazionali”.

“L’incontro con il segretario di Stato americano – ha continuato Gentiloni – è un modo attraverso cui Stati Uniti ed Europa confermano la collaborazione su tantissimi dossier di crisi. Siamo in un momento complicato dalla crisi libica, a quella siriana e ucraina all’atteggiamento comune da tenere sulla Turchia” e per questo “il confronto Usa e Ue credo sia importante”.

Ieri sera Johnson non era arrivato in tempo alla cena informale organizzata dalla Pesc Federica Mogherini a causa di un guasto al suo aereo, ma poi l’incontro stesso è stato annullato a causa della contrarietà di alcuni ministri a discutere di questioni importanti prima delle riunioni ufficiali.

In merito alla questione del golpe turco Mogherini ha detto che “La democrazia e le istituzioni hanno bisogno di essere protette, questo diremo tutti insieme con gli altri ministri: bisogna rispettare lo stato di diritto e il principio della divisione dei poteri, che devono essere protetti e rispettati per il bene della Turchia stessa”.

Ha poi dichiarato che se la Turchia introdurrà la pena di morte, non potrà entrare a far parte dell’Unione Europea.