di Guido Keller –

al-zawahiri aymanSempre più segnali danno al-Qaeda avvicinarsi all’Isis: fino a non molte settimane fa i due gruppi si sono combattuti aspramente nel quadro del conflitto siriano, con i rispettivi prigionieri fatti passare per le armi e pesanti scontri specie nelle città della Siria settentrionale, dove i due gruppi si sono contesi i valichi con la Turchia per avere il controllo dei convogli di armi, di viveri e dei foreign fighter che da lì transitavano.

La recente entrata dei jihadisti nel campo palestinese di Yarmuk, alle porte di Damasco, ha mostrato i combattenti dell’Isis a fianco di quelli di Jabat al-Nusra, ma a far pensare ad un accordo fra i due gruppi è stata la notizia secondo cui il numero uno di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, avrebbe fatto sapere l’intenzione di ritirarsi a vita privata, di sciogliere i suoi dal giuramento di fedeltà alla sua persona e di invitarli ad unirsi all’Isis guidato da quello che fino ad oggi era il suo rivale Abu Bakr al-Baghdadi.

La notizia è in fase di verifica e se confermata rappresenterebbe l’incognita di un macrogruppo dove le due formazioni unirebbero le proprie risorse, le esperienze, le conoscenze, le reti di terroristi e quelle dei reclutatori.

Ne ha parlato al quotidiano panarabo “al-Hayat”, di proprietà di un principe saudita e stampato a Londra, Ayman Dean, tra i fondatori di al-Qaeda negli anni ’80 e poi passato all’intelligence britannica nel 1998: l’uomo ha spiegato che miliziani di al-Nusra starebbero pensando di cambiare casacca in modo “ordinato” e “secondo piani stabiliti, come riferito dagli stessi jihadisti ai colleghi di Ahrar al-Sham e di altri gruppi terroristici, anche perché “la stessa Al Qaeda è destinata allo scioglimento entro alla fine dell’anno”.

Per Dean “al-Zawahiri rinuncerà ai suoi poteri, o a ciò che gli è rimasto, sulle cellule dell’organizzazione terroristica dissolvendo il giuramento di fedeltà stipulato con esse”.

In Siria verrebbe così assestato un duro colpo alle forze di Bashar al-Assad, che cederebbero sotto la pressione dei jihadisti. Ma non andrebbe meglio per i ribelli siriani, la cui sottomissione forzata allo Stato Islamico (al di là delle parole e dei buoni propositi stipulati in passato) sarebbe solo questione di tempo.

Nella foto: Ayman al-Zawahiri