Ansa –
Mancano oltre due mesi, ma le elezioni politiche del 23 giugno in Albania sono gia’ a rischio. La commissione elettorale centrale (Cec), l’istituzione responsabile per l’amministrazione del processo, e’ infatti bloccata: due membri, nominati su proposta dell’opposizione socialista guidata da Edi Rama, hanno rassegnato le dimissioni, e oggi un terzo membro, sempre dell’opposizione, ha annunciato di voler boicottare i lavori dell’organismo. La commissione si trova quindi a dover andare avanti con i quattro membri rimasti, proposti dalla maggioranza di centrodestra del premier Sali Berisha, ma non sarebbe in grado di prendere importanti decisioni, specie quelle relative alla proclamazione dei risultati. A provocare questa impasse e’ stata una decisione, lunedi’, del parlamento albanese di sostituire con i soli voti della maggioranza, un membro della Cec, proposto dal Movimento socialista per l’Integrazione, il partito che fino a due settimane fa faceva parte della coalizione di governo, dalla quale e’ uscito per allearsi con l’opposizione. Sulla mossa della maggioranza ha espresso preoccupazione due giorni fa a Tirana anche l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton, mentre oggi il direttore per l’Europa Centrale e quella del Sud del dipartimento di Stato Usa, Jonathan Moore, ha dichiarato che ci sono “motivi legali forti che sollevano interrogativi sul voto del parlamento. Tuttavia – ha ribadito – noi vogliamo vedere una Cec funzionante. Se cio’ non avvenisse, le elezioni non potrebbero essere svolte il prossimo 23 giugno”. Le politiche di quest’anno sono state considerate da Bruxelles “un test per il normale funzionamento delle istituzioni e per il progresso dell’Albania verso l’Unione europea”.

