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Chakib Khelil, l’ex ministro dell’Energia e del Petrolio dell’Algeria ricercato dall’Interpol con l’accusa di tangenti pagate dalla Saipem nell’ambito dell’inchiesta “Sonatrach 2”e che ora si troverebbe negli Stati Uniti, ha fatto sapere di “essere pronto a consegnarmi in Algeria, non importa quando, ed a rispondere alla giustizia algerina, ma ad una sola condizione: che il processo si svolga in conformità con le procedure legali”. Sequestro dei beni e provvedimenti restrittivi sono stati emessi anche nei confronti della moglie e dei due figli di Khelil, mentre un altro presunto intermediario delle tangenti, Farid Bedjaoui, è stato segnalato in Canada.