Adnkronos/Aki, 14 set 12 –

Gli apparati di sicurezza algerini sono in stato d’allerta in vista delle manifestazioni che si svolgeranno ad Algeri e in tutto il Paese dopo la preghiera di mezzogiorno per protestare contro la pellicola ‘blasfema’ sulla vita del profeta Maometto, che ha gia’ scatenato violenti scontri in Egitto, Yemen e Libia. Qui in particolare, un incendio appiccato al consolato americano a Benghazi ha causato la morte dell’ambasciatore Chris Stevens e di altri tre funzionari Usa. Anche in Algeria si prevedono proteste di massa. Il social network Facebook e’ stato inondato di appelli a scendere in piazza per manifestare, soprattutto perche’ i partiti politici algerini non hanno ancora preso posizione rispetto all’accaduto. La maggior parte di questi appelli sono a “manifestare pacificamente” per chiedere agli Stati Uniti di “scusarsi e vietare la proiezione del film”. “Bisogna che la vostra protesta sia pacifica e civile, qualunque eccesso sara’ deleterio”, si legge sulla pagina ‘1 2 3 viva l’Algeria’. Un’altra pagina si intitola ‘L’unione fa la forza’ e invita a unificare il movimento di protesta nazionale, dando appuntamento ai manifestanti alle ore 14, subito dopo la preghiera, in tutte le province del Paese. In previsione di questa mobilitazione, le direzioni provinciali hanno ordinato ai servizi di intelligence algerini di indagare sulle varie iniziative di protesta e sull’eventuale orientamento dei loro promotori, mentre le forze di sicurezza sono state messe in stato d’allerta per far fronte a probabili violazioni.

Circa 10 mila manifestanti si sono riuniti per le strade di Dhaka, Bangladesh, dove hanno tentato di raggiungere l’ambasciata americana per protestare contro il film prodotto in Usa e considerato ”blasfemo” per l’Islam. I manifestanti, al grido di ”Allah e’ grande”, hanno bruciato bandiere statunitensi e israeliane davanti alla moschea Baitul Mokarram, la piu’ grande del Paese. Centinaia di poliziotti, sostenuti dalle squadre d’intervento speciali, hanno bloccato il corteo ad un km di distanza dalla sede diplomatica statunitense.