Notizie Geopolitiche, 17 gen 13 –
L’esercito algerino ha circondato, miliziani di al-Qaeda Aqmi che ieri hanno assaltato un impianto petrolifero della Bp e sequestrato 41 lavoratori, anche cittadinanza britannica, giapponese e francese.
Il ministro degli Interni algerino, Dahou Ould Kablia, ha ribadito che Algeri non tratterà con i “terroristi” ed ha precisato che gli assalitori sono “circa 20 uomini della regione”, guidati dal miliziano islamico Mokhtar Belmokhtar.
Da parte loro i sequestratori hanno minacciato di uccidere un ostaggio britannico a prova della serietà delle loro intenzioni nel caso le forze di sicurezza e le unità dell’Esercito, che hanno circondato il sito, non cesseranno la loro attività; proprio il ritiro delle teste di cuoio è stata la condizione richiesta per l’avvio delle trattative. Una fonte dei sequestratori ha fatto sapere che i cecchini dell’esercito hanno colpito due sequestratori, senza precisare se sono stati uccisi o feriti.
Secondo il ministro degli Esteri britannico, William Hague, non c’è un legame diretto tra il sequestro dei lavoratori, che ha causato la morte di uno di essi, e la crisi in Mali, precisando che quella addotta dai terroristi è solo una “semplice scusa”.
Non è della stessa idea il ministro degli Interni algerino Daho Ould Kablia, secondo il quale il gruppo terroristico “proviene dal Mali o dalla Libia” e Belmokhtar Mokhtar si è già reso autore tra il 2008 e il 2011 del sequestro di altri 8 cittadini occidentali in Niger, tra cui due diplomatici canadesi delle Nazioni Unite.
Il governo algerino è comunque in contatto con gli Stati Uniti e la Francia per valutare un intervento delle forze internazionali.

