di Marco Paganelli –

La Nato ha annunciato che 26 aerei da guerra russi hanno violato lo spazio aereo di molti paesi sul Mar Baltico, Mar Nero, Mare del Nord e Oceano Atlantico.

Un comunicato dell’Alleanza ha riferito che i velivoli del Cremlino “pongono rischi all’aviazione civile perché non usano trasponder e quindi il controllo aereo civile non può vederli”.

Otto jet di Mosca, di cui quattro Tu-95 Bear H e altrettanti aerei cisterna “II-78”, sono stati identificati e intercettati nello spazio internazionale da F-16 dell’aviazione norvegese mentre volavano in formazione sul Mare del Nord – Oceano Atlantico; sei di loro sono rientrati nelle loro basi di partenza mentre altri hanno proseguito la rotta in direzione Sud-Ovest verso la Gran Bretagna dove sono stati posti sotto il controllo dei caccia inglesi i quali hanno anche intercettato un aereo privato civile probabilmente lettone, atterrato all’aeroporto di Stansted, in seguito a problemi di comunicazioni con la torre di controllo.

L’azione russa si è svolta anche sul Baltico dove oggi due MiG-31, altrettanti Su-24, Su-34 e un Su-27 sono tornati nel proprio spazio aereo dopo un decollo urgente di F-16 portoghesi mentre ieri altri sette Jet di Putin sono stati intercettati sempre nella stessa zona alle 2.30 del pomeriggio.

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato inoltre di avere effettuato con successo un lancio del missile tattico Bulava (SLBM) dal sommergibile nucleare russo K-535 Yury Dolgoruky nel Mare di Barents finalizzato a colpire un poligono del paese nella penisola di Kamciatka, in Estremo Oriente.

Gli eventi delle ultime ore non sono nuovi; la Nato ha reso noto infatti che solo nel 2014 si sono verificati un centinaio di episodi simili ovvero il triplo rispetto all’anno precedente.