Amazzonia: Merkel e Macron portano il tema al G7. Bolsonaro infuriato

di Sebastian Di Pietro Hidalgo

FRANCOFORTE. Il dramma che sta investendo la Foresta Amazzonica, interessata da oltre 70mila incendi, rischia di trasformarsi in una bagarre tra governi, dopo che in mattinata la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto sapere attraverso portavoce del governo, Steffen Seibert, che gli incendi sono “pericolosissimi non solo per il Brasile e per tutti i Paesi coinvolti, bensì anche per il mondo intero, dal momento che la foresta pluviale è importantissima per il sistema globale del clima”. Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron si sono detti intenzionati a portare la “situazione di grave emergenza” al G7 che si aprirà domani a Biarritz, in Francia, un’iniziativa che ha trovato il favore e del premer britannico Boris Johnson. Il tema sarà quindi inserito in agenda insieme alla crisi del Golfo Persico, alla Brexit, all’Africa, alle disuguaglianze, alla crisi economica entrante, alle tensioni sul Kashmir e alle proteste di Hong Kong.
Macron in particolare si è riferito agli incendi in Amazzonia parlando di “crisi internazionale”, un termine che ha fatto infuriare il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, il quale ha twittato che “Mi dispiace che il presidente Macron cerchi di strumentalizzare una questione interna del Brasile e di altri Paesi dell’Amazzonia per un guadagno politico personale. Il tono sensazionalista con cui si riferisce all’Amazzonia, facendo persino ricorso a foto false, non contribuisce per nulla a risolvere il problema”. “Il governo brasiliano – ha continuato – rimane aperto al dialogo, basandosi su dati oggettivi e rispetto reciproco. Il suggerimento del presidente francese di discutere le questioni amazzoniche al G7 senza la partecipazione dei Paesi della regione evoca una mentalità colonialista fuori luogo nel 21mo secolo”.
Bolsonaro ha puntato il dito contro le ong che operano nella foresta pluviale pur limitandosi a suoi “sospetti”, ed ha indicato come presunto motivo la chiusura dei fondi loro destinati.
Al di là che le foto di Macron siano o meno false, quanto sta accadendo in Amazzonia è sotto gli occhi di tutti: 70mila incendi stanno distruggendo il polmone verde della Terra.
Dopo settimane di fuoco, la catastrofe ambientale che ha colpito la foresta amazzonica già nell’ultimo anno e che è culminata con l’attuale serie di gravissimi incendi ha attirato l’attenzione dei media e dei governi di tutto il mondo.
Dopo la decisione della Germania di sospendere i fondi inviati al Brasile e destinati a progetti di preservazione dell’ambiente, quanto dichiarato da Seibert e da Macron, che ha accusato Bolsonaro di avergli mentito durante le discussioni sull’ambiente al G-20 di Osaka lo scorso giugno, indica la politicizzazione della crisi, e poco serve al presidente brasiliano aver cercato di minimizzare quanto sta accadendo, comportamento che ha contribuito al suo isolamento.
Meglio il ministro dell’ambiente argentino, Sergio Bergman, il quale si è prodigato a chiedere alle parti coinvolte di lasciare da parte le divisioni politiche ed ideologiche in favore della protezione dell’ambiente.
Si stima che gli incendi siano aumentati dell’83% rispetto al 2018, e che coinvolgono gli Stati di Amazonas, Rondonia, Para e Mato Grosso per un totale, nella scorsa giornata, di circa 2.500 incendi. In alcune di queste aree sta piovendo, ma non è possibile sapere se questo basterà ad estinguere i fuochi. Anche delle polemiche.