Notizie Geopolitiche –

Nel settembre scorso Notizie Geopolitiche aveva pubblicato, in esclusiva, la notizia dell’uccisione a Damasco del maggiore dei pasdaran iraniani Moharam Tork: le fonti ufficiali lo davano per morto a causa di un incidente, ovvero per lo scoppio di una granata in occasione di un’esercitazione in un campo di addestramento in Iran ed anche il corteo funebre, con tanto di striscione con la sua immagine accanto a quella della guida spirituale Alì Khamanei e la scritta “siamo con l’autorità cognitiva del giurisperito (dottrina di Khamanei, ndr.) fino al martirio”, era impostato in questo senso; tuttavia avevamo potuto dimostrare, grazie ad alcune fotografie della lapide funeraria, scattate qualche settimane più tardi, che l’ufficiale 33enne era stato ucciso nella capitale siriana.

La notizia diramata dalle fonti ufficiali iraniane non corrispondeva quindi al vero e la cosa era da attribuirsi al fatto che Teheran continuava a negare il coinvolgimento di propri militari nel conflitto siriano. Persino un autobus di 48 militari, fra i quali il generale Abedin Khoram, fermato dagli insorti, era stato fatto passare come una spedizione di pellegrini nel paese mediorientale.

Vi è stato poi il caso del generale Hassan Shateri, sempre iraniano e conosciuto col nome di Hesam Khoshnevis, secondo Teheran ucciso dal Mossad israeliano nel febbraio scorso in Libano dove era impiegato in un progetto di ricostruzione del paese, ma che gli insorti hanno fatto sapere essere rimasto ucciso in Siria in occasione dei raid israeliani che hanno colpito obiettivi il 31 gennaio.

Oggi i fatti sembrano essersi in un certo qual modo ripetuti: le fonti ufficiali dell’Iran hanno informato che il 37enne Amir Reza Alizadeh è stato ucciso in questi giorni a Damasco, ma che era  un dipendente civile dell’ambasciata di Teheran e quindi appartenente al ministero degli Esteri;  tuttavia le riprese non ufficiali delle esequie dell’uomo, che si sono svolte a Roudsar, nella provincia di Ghilan, dimostrano una massiccia presenza di pasdaran, ovvero di militari dell’Esercito iraniano, ed anche che su alcune scritte era riportato, prima del nome, l’appellativo di “Pasdar”, cioè di appartenente al corpo dei pasdaran.

Per quanto Teheran continui a negare il proprio coinvolgimento a fianco del regime di Bashar al-Assad, sembra proprio che il diavolo faccia le pentole ma non i coperchi: la presenza dei pasdaran in Siria è un fatto ormai appurato, che ne dicano le fonti ufficiali di Teheran.