di Giuseppe Gagliano –

Nell’ambito dell’Intelligence Economica, l’Europa non è al passo con i tempi e non sembra curarsene, ma dovrebbe agire perché in gioco c’è il suo futuro. Nessuna potenza al giorno d’oggi può trascurare l’utilità di una strategia di Intelligence Economica che, al servizio della propria crescita economica, garantisca prosperità e sicurezza. In Europa, tuttavia, il dibattito è solo alle prime battute; o peggio, è oscurato, per non dire censurato.

In Europa non esiste ancora una visione globale sulla sicurezza economica di un continente in cui abitano più di 505 milioni di persone e la cui economia rappresenta un quarto del PIL mondiale. In seguito alla sua creazione, l’Europa ha scelto un modello liberale e dunque competitivo; tuttavia non accenna nemmeno a esprimersi su una competizione mondiale sempre più dura. L’Europa pare non rendersi conto che la concorrenza, dopo la caduta del muro di Berlino, si è fatta sempre più serrata.

L’integrità dell’Europa è garantita dalla NATO, ma chi si preoccupa della sua sicurezza economica? Devono essere proprio gli europei ad assumersi questa responsabilità e l’Intelligence Economica è uno dei mezzi per portare a termine questa missione.

Sono ancora troppo pochi i Paesi che per rispondere alla sfida della sicurezza economica hanno scelto di seguire una vera e propria strategia di Intelligence Economica. L’Inghilterra è particolarmente preparata nell’affrontare tali questioni. I Paesi nordici, soprattutto la Svezia, godono a loro volta di una buona reputazione in questo campo. La Francia dal 2003 ha intrapreso una politica pubblica di Intelligence Economica. La Germania ne mette in atto le tecniche in modo discreto, tranne quando ci sono indizi del fatto che è un bersaglio economico di alcuni servizi stranieri. La Spagna e l’Italia da qualche anno si affacciano al tema dell’Intelligence Economica.

Gli altri Paesi dell’UE, invece, non hanno ancora preso in considerazione il nuovo quadro delle relazioni internazionali. In Portogallo, in Belgio, nei Paesi Bassi e altrove la questione affiora appena ed è perlopiù ignorata dai Paesi che hanno aderito recentemente all’UE, spesso inesperti in materia. Manca quindi un dibattito approfondito su un’Intelligence Economica europea.

Senza una prospettiva europea, nessun Paese dell’Unione può affrontare da solo i giganti economici vecchi e nuovi (Stati Uniti, Giappone, Brasile, Cina, India…). Solo le Istituzioni Europee potrebbero essere in grado di mobilitare le energie e gli intelletti.

L’Europa dell’Intelligence Economica emerge da qualche anno a questa parte ma i suoi attori sono dispersi. C’è quindi l’urgenza di creare un luogo d’incontro, di scambio e di riflessione, in modo da riunire e offrire all’UE mezzi supplementari per farsi strada in un contesto di globalizzazione ipercompetitiva.

L’Intelligence Economica non è solo un insieme di strumenti e tecniche di informazione per consentire ai decisori di prendere i giusti provvedimenti in grado di assicurare l’avvenire di un’organizzazione, ma è anche una visione del mondo, fondata sulla ricerca di strategie di crescita economica nel quadro dell’economia di mercato e della concorrenza internazionale.

È questa la ragione per cui intendiamo creare un Gruppo di Riflessione dedicato all’Intelligence Economica e alla strategia europea. L’European for Competitive and Strategic Intelligence (EFCSI) ha l’obiettivo di permettere agli specialisti di IE (dirigenti, funzionari, consulenti, ricercatori, esperti, giornalisti, studenti…) di condividere esperienze, confrontare punti di vista e proporre soluzioni concrete per migliorare le performance economiche dell’Europa.

Gli attori europei preoccupati per l’avvenire economico del loro continente possono unirsi a noi e partecipare alle attività dell’European for Competitive and Strategic Intelligence (EFCSI).

Contatto: alaidi@france24.com

Firmatari:

Ali Laïdi, giornalista e ricercatore (Francia)

Daniel Gueguen, PACT European Affairs (Francia-Belgio)

Bernd Oliver Buhler, Socio dirigente di Janus Consulting (Germania)

Franck de Bruyn, Consulente IE (Francia)

Hugo Zunzarren, Direttore tecnico-operativo, Socio Dirigente di Idinteligencia (Spagna)

Yvan De Mesmaeker, Segretario generale dell’European Corporate Security Association (Belgio)

Jürgen Wittmann, Capo dei servizi investigativi e di informazione Robert Bosch (Germania)

Artur Gruszczak, Professore di Strategic intelligence a Cracovia (Polonia)

Giuseppe Gagliano, Professore e Presidente di Cestudec (Centro Studi Strategici Carlo De Cristoforis) (Italia)

Nour Eddine El Bouhati, Conferenziere su temi di sicurezza economica ed esperto in protezione delle imprese e intelligence economica (Francia-Marocco)