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La soluzione trovata domenica scorsa a Ginevra sul nucleare iraniano non è andata giù in particolare a due paesi, cioè ad Israele, dove a caldo il ministro per le Questioni strategiche Yuval Steinitz ha affermato che “Questo accordo era e resta un accordo cattivo, che renderà difficile raggiungere una soluzione definitiva adeguata” e dove caustico il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato che l’accordo rappresenta “un errore tragico. Il mondo è oggi più pericoloso”, ed all’Arabia Saudita, che da sempre teme un Iran forte nella regione.

E così spetta al presidente Usa Barak Obama tentare di ammorbidire le parti: l’agenzia saudita Spa ha reso noto che l’inquilino della Casa Bianca ha telefonato a re Abdullah pochi giorni dopo l’intesa sul nucleare iraniano, ed ha riferito che nel colloquio sono stati discussi “i rapporti bilaterali tra i due Paesi amici, gli sviluppi nella regione e questioni di interesse reciproco”. Il riferimento è, appunto, all’esito dell’incontro del “5+1” con l’Iran.